Banche Venete, il governo approva il decreto di salvataggio

Ma, secondo gli accordi con Intesa, lo Stato dovrà anche rifinanziare il Fondo esuberi, considerando che nelle banche venete ci sono 4 mila lavoratori eccedenti che verranno accompagnati verso esodi e pre-pensionamenti volontari.

Il presidente del consigli Gentiloni, al termine del Cdm, ha sottolineato che l'operazione è stata decisa per evitare "un fallimento disordinato", mentre il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan ha spiegato nei dettagli il provvedimento. "Ora - ha aggiunto - confido che in Parlamento avrà il sostegno più ampio possibile".

Sicuramente uno dei nodi è quello relativo agli esuberi: circa 1,2 miliardi di euro per i complessivi 4.000 esuberi dell'operazione di Intesa sulle due banche venete, di cui solo 1.200 sarebbero in forze a Veneto Banca e Popolare Vicenza avrebbero i requisiti per un prepensionamento incentivato. E infatti è subito dopo arrivato il via libera ufficiale di Bruxelles con questo comunicato: "La Commissione Ue ha approvato le misure italiane per facilitare la liquidazione di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca in base alle norme sull'insolvenza".

Risorse fino a 17 miliardi.

Quindi il ringraziamento a Intesa: del nostro sistema bancario, sostiene il premier, "il gruppo Intesa San Paolo, che acquisisce queste banche venete, è un asset tra quelli di maggior valore". "Un'economia che, soprattutto per le piccole e medie imprese, ha in queste banche storicamente un riferimento di grande rilievo". "Risaniamo il sistema in un momento in cui il suo stato di salute è cruciale per la ripresa". Ma c'è un'altra condizione: l'operazione non deve cambiare i parametri patrimoniali di Intesa che non è disposta a fare alcun aumento di capitale per Bpvi e Veneto Banca. Costa "5 mld", ma non peserà sui conti pubblici perchè erano "risorse già disponibili, già mobilizzate".

Allo Stato spetterà, tra l'altro, il finanziamento della 'bad bank: cioè smaltire circa 10 miliardi di crediti deteriorati e in bonis ad alto rischio che non entreranno delle attività rilevate da Intesa. In quel caso, Ca' de Sass potrebbe usufruirne anche per i propri dipendenti. "Il nostro intervento - ha spiegato Messina - consentirà di mettere in sicurezza oltre 50 miliardi di risparmi affidati e di tutelare 2 milioni di clienti".