Banche venete, c'è il decreto salvataggio

Banche venete, c'è il decreto salvataggio

Il provvedimento apre ora la strada alla separazione delle attività 'sane' dei due istituti da quelle 'malate': "Una 'good bank' e una 'bad bank' - ha spiegato in conferenza stampa il ministro dell'Economia Padoan - dove saranno collocate tutte le attività in sofferenza". Per la banca 'buona', rileva il ministro, è stata selezionata, dopo un esame trasparente, Intesa Sp "che ha presentato l'offerta più significativa". Le due banche quindi saranno liquidate secondo le procedure delle norme italiane. Il rinvio del consiglio dei ministri, polvere negli occhi per i cittadini, ha messo a rischio l'apertura degli sportelli delle due banche, con l'interruzione delle attività. Tra le condizioni poste da Intesa che dovranno trovare soluzione nel dl c'è anche il problema del finanziamento per gestire le 4mila uscite stimate con la ristrutturazione. Ha inoltre aggiunto che il salvataggio avviene nel pieno rispetto delle regole Ue, "sfruttando nel migliore modo possibile tutti i margini" consentiti al loro interno.

Da questa operazione, ha concluso, "non c'è impatto sulla finanza pubblica". Lo ha spiegato il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, illustrando le coordinate del decreto per il salvataggio delle banche venete.

Oggi, dunque, il Consiglio dei ministri adotterà un decreto per creare le condizioni a una banca di grandi dimensioni di acquisire i beni delle due venete.

Il decreto "va a favore della buona salute del nostro sistema bancario, della sua efficienza". Si fa riferimento a tutti gli strumenti finanziari, che siano azioni, titoli di Stato, polizze vita ecc...di proprietà dell'utente e che siano semplicemente custoditi dalle banche. "Gli aiuti di Stato sono necessari per evitare una conseguenza economica in Veneto per la liquidazione delle banche", commenta la commissaria per la Concorrenza Margrethe Vestager annunciando la decisione. Un ammontare, questo, sottolinea ancora Padoan, "che il Governo intende e probabilmente riuscirà a recuperare nel medio termine". Il decreto, soprattutto, permetterà di sbloccare il fondo da 20 miliardi di euro stanziato dal Governo a Natale anche per l'operazione di salvataggio delle banche venete, senza legare l'utilizzo di questi fondi, così come era stato originariamente concepito, esclusivamente per le operazioni di ricapitalizzazione precauzionale. L'onere per le casse dello Stato è significativo: 4,7 miliardi come anticipo cassa e per gestire il pacchetto dei circa 4mila prepensionamenti (1,285 miliardi per la gestione degli esuberi) e 400 milioni che rappresentano invece l'importo massimo delle garanzie potenziali che coprono i 12 miliardi di crediti dubbi da valutare al termine della due diligence.