Addio a Stefano Rodotà, una vita di battaglie per i diritti

Addio a Stefano Rodotà, una vita di battaglie per i diritti

Sono innumerevoli i messaggi di cordoglio da tutto il mondo politico e accademico per la morte del giurista Stefano Rodotà, scomparso a Roma all'età di 84 anni. Nel 2013 Rodotà è stato anche candidato, non eletto, per l'elezione del Presidente della Repubblica: è stato votato dal Movimento 5 Stelle, Sinistra Ecologia Libertà, alcuni parlamentari del Pd.

Nella sua carriera ha annoverato molte esperienze di insegnamento universitario in Europa come negli Stati Uniti, nell'America del Sud, in Canada, in India ed in Australia. Tra i primi, su Twitter, c'è il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni.

"Ricordo Stefano # Rodotà grande giurista, intellettuale di rango, straordinario parlamentare. Credo che meriti il ricordo di tutto il Paese".

La camera ardente per Stefano Rodotà verrà allestita a Montecitorio e sarà aperta al pubblico nella sala Aldo Moro sabato 24 giugno dalle 16 alle 20 e domenica 25 dalle 10 alle 19.

"Rodotà aveva la straordinaria capacità di affrontare con linguaggio semplice temi complessi e la forza per lottare per i diritti di tutti", ricorda il presidente del Senato, Pietro Grasso.

Il Partito Democratico esprime "profondo cordoglio" per la scomparsa di un "giurista insigne, intelligenza acuta sempre rivolta alle frontiere del futuro, nel campo dei diritti, delle tecnologie; uomo delle istituzioni con il quale non sono mancate divisioni, ma mai la consapevolezza della sua passione civile, della sua idea di un Paese più moderno e più giusto".

"Con Rodotà perdiamo uno straordinario giurista, che si è battuto per il diritto di avere diritti anche nell'età digitale", ha affermato la presidente della Camera, Laura Boldrini.