Voucher: Mdp, noi fuori da maggioranza

Voucher: Mdp, noi fuori da maggioranza

Cuperlo che cita Euripide. Mdp, M5S e Si hanno votato contro.

Gli 'orlandiani' protestano: non hanno partecipato al voto i tre deputati del Pd, della corrente del ministro della Giustizia in Commissione Bilancio della Camera, ovvero Susanna Cenni, Carlo Dell'Aringa e Antonio Misiani. "Andremo avanti anche noi", dicono da sinistra "e usciremo dalla maggioranza", come annuncia Francesco Laforgia, capogruppo Mdp alla Camera. Mentre ciascun lavoratore potrà ricevere, sotto forma di buoni lavoro, fino a un massimo di 2.500 euro annui. Escluse dall'utilizzo di quest tipo di contratto, come nella formulazione originale, saranno le imprese dell'edilizia, delle miniere e quelle che eseguono appalti di opere e servizi. Le prestazioni, si prevede, non possono comunque superare le 280 ore annue.

Fin qui la sostanza del testo. Tradotto, se la maggioranza non c'è più cade il governo. La formula del voucher, però, cancellata per decreto dal governo per non dover affrontare un nuovo referendum, continua ad aleggiare nell'aria a Montecitorio, tanto che Arturo Scotto, di Articolo 1-Mdp, sospetta che "l'annuncio di Rosato di un emendamento che introduce i voucher per le microimprese significa che il Pd ha deciso di far cadere il governo", di fatto annunciando il voto eventualmente contrario del proprio gruppo. "Sui voucher faremo una battaglia molto forte fino a non votare la manovra". Ma la votazione ha spaccato Pd e centrosinistra e il provvedimento è arrivato all'approvazione grazie al voto favorevole di Ap, Ala-Sc, Forza Italia e Lega Nord. "Apprendiamo con particolare indignazione che domani il governo ha previsto la discussione circa la possibilità di introdurre il libretto lavoro per le famiglie ed i voucher per le aziende con meno di 5 dipendenti. La discussione è stata influenzata fortemente dai capricci di chi ha messo una gigantesca mina sull'esito della legislatura e delinea scenari politici larghe intese".

"Il Partito Democratico ha tradito le ragioni fondative". Ma alla domanda se tutto ciò comporti rischi per la maggioranza, Rosato ha risposto: "No, prendiamo atto che c'è una situazione di questo tipo, valuteremo cosa succede nei passaggi successivi". "Un partito che alla sua nascita aveva suscitato un grande speranza di cambiamento, una speranza tradita - affermano i neo-membri del comitato promotore di Articolo 1 MDP, motivando la loro scelta - perché il PD è diventato un partito personale dove non si discute più e che ha tradito i suoi valori fondanti". L'area di Orlando critica Renzi per non aver coinvolto i sindacati, Gianni Cuperlo avverte: "Così ci facciamo del male".

Era stata proprio la Cgil a raccogliere oltre un milione di firme per indire un referendum sui buoni lavoro. "Non sono annebbiato dalla faziosità".

Critico anche Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro alla Camera: "Non condivido la scelta di reintrodurre nella manovrina una norma sostituiva dei voucher anche per le imprese".