Visco: "Serve sforzo eccezionale per superare la crisi"

Lo ha affermato il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, nelle Considerazioni finali. Da qui un forte richiamo alla politica: "Il consenso va ricercato con la definizione e la comunicazione di programmi chiari, ambiziosi, saldamente fondati sulla realta'". Sostiene Visco: "Il percorso per riportare l'Italia sulla strada della crescita è iniziato, ma deve rafforzarsi".

Visco ha infine ribadito la tradizionale posizione europeista della Banca d'Italia: "È un'illusione pensare che la soluzione dei problemi economici nazionali possa essere più facile fuori dall'Unione economica e monetaria". Il banchiere ha detto no alle politiche a corto raggio: al di là dell'incertezza del momento, servono interventi nell'interesse generale, che liberino l'economia da "inutili vincoli, rendite di posizione, antichi e nuovi ritardi". L'Italia deve approfittare del consolidamento della ripresa per accelerare il necessario aggiustamento, strutturale, dei conti pubblici; l'elevato debito è un fattore di vulnerabilità grave, condiziona la vita economica del Paese. "L'uscita dall'euro, di cui spesso si parla senza cognizione di causa, non servirebbe a curare i mali strutturali della nostra economia; di certo, non potrebbe contenere la spesa per interessi, meno che mai abbattere magicamente il debito accumuato". E cosi' oggi le banche devono risolvere il problema dei crediti deteriorati che ammontano a 173 miliardi di euro, il 9,4% dei prestiti complessivamente concessi. "Le ispezioni sul rischio di credito, incentrate sulla classificazione dei prestiti e sull'adeguatezza delle rettifiche di valore apportate dalle banche, sono approfondite; si basano sul vaglio delle singole relazioni creditizie e coprono quote ampie del portafoglio". A contrario essa determinerebbe gravi rischi di instabilità. L'innovazione offre occasioni d'oro per "sviluppare un'economia robusta, una finanza stabile e utile, un sistema sociale piu' giusto".

"La principale lezione della crisi è che gli squilibri vanno corretti tempestivamente, altrimenti prima o poi si pagano". Ma il Paese può tornare a crescere. Da parte sua, assicura Visco, per Bankitalia "si trattera' di svolgere con sempre maggiore efficacia il suo ruolo, operando in un campo di azione piu' ampio e con una condivisione crescente di responsabilita' sul piano europeo".

L'avvertimento di Visco si lega ai dati raccolti da Bankitalia sullo stato dell'economia italiana: "Agli attuali ritmi di crescita il pil tornerebbe sui livelli del 2007 nella prima metà del prossimo decennio", mentre "soprattutto nel mercato del lavoro vediamo l'eredità più dolorosa della crisi".