Usa, Twitter: scuse per vittoria Trump

Usa, Twitter: scuse per vittoria Trump

Ed è proprio dalle pagine dell'autorevole giornale che arriva la clamorosa richiesta di scuse del cofondatore di Twitter Evan Williams per il contributo che il social media potrebbe aver dato alla vittoria elettorale del miliardario. Ma per Williams quest'intervista è anche l'occasione per allargare la riflessione sul suo operato. "È stata un brutta cosa, perché senza Twitter molto probabilmente non sarebbe diventato presidente". E i 30 milioni di follower, le persone che seguono il suo account personale, testimoniano quanto sia efficace la strategia del tycoon, che così riesce a scavalcare gli 'odiati' media tradizionali, quelli che ha definito "il vero nemico dell'America" con le loro "fake news".

Le sue considerazioni e i bilanci finali sono alquanto amari: "Pensavo che quando ad ognuno fosse stato possibile esprimersi liberamente e scambiare idee ed informazioni il mondo sarebbe diventato automaticamente un posto migliore. Mi sbagliavo", prosegue Williams che identifica nel funzionamento stesso di internet la causa del problema. "Quello che ci dimentichiamo è che alla fine Zeus era così arrabbiato che lo incatenò a una roccia lasciando che le aquile lo torturassero per l'eternità".

Secondo Williams però la vera colpa non è del web e dei social, ma è dell'essere umano. Sembra pentirsi del sistema: "The Internet is broken" dice; Internet non funziona più, è rotto. "Internet è nato senza questa consapevolezza", conclude.