Twitter si scusa per la vittoria di Trump

Twitter si scusa per la vittoria di Trump

Ed è proprio dalle pagine dell'autorevole giornale che arriva la clamorosa richiesta di scuse del cofondatore di Twitter Evan Williams per il contributo che il social media potrebbe aver dato alla vittoria elettorale del miliardario. E qui si capisce dove sta il problema: un ragazzino americano che ha i suoi riferimenti culturali nell'antichità classica probabilmente ha un'idea molto vaga di come siano gli americani veri, e gli esseri umani in generale: pieni di risentimento e alla perenne ricerca di qualcuno o qualcosa su cui sfogarlo. Trump alcune settimane fa ha affermato che senza twitter non avrebbe conquistato la Casa Bianca.

"Twitter is broken", non funziona più. Trump ha 30 milioni di follower sul suo account personale e viene criticato anche perché comunica regolarmente tramite il social network scavalcando spesso i media tradizionali. Williams tempo fa è ricorso a paragoni più aulici: il vaso di Pandora, che una volta scoperchiato inquina il mondo con tutti i mali possibili, oppure Prometeo, il temerario titano che ruba il fuoco agli dèi per donarlo agli uomini e finisce incatenato alla montagna con l'aquila di Zeus che gli divora il fegato. Mi sbagliavo". All'inizio le previsioni facevano ben sperare: "la voce data alle Primavere Arabe in Medio Oriente ne sono state la prova. Ha spiegato che lo pensa da qualche anno, ma che ora le cose stano peggiorando.