Terzo ok Parlamento a reato tortura, Senato rimanda alla Camera

Terzo ok Parlamento a reato tortura, Senato rimanda alla Camera

Ma la lista di chi boccia il ddl sulla tortura (la scheda in basso), profondamente modificato rispetto alla sua prima stesura da una serie di emendamenti introdotti a Palazzo Madama, è lunga: ci sono Amnesty International e l'associazione Antigone, c'è l'Associazione Nazionale dei Funzionari di polizia, ci sono Sinistra Italiana e anche la Lega Nord.

MINEO - I senatori di Sinistra Italiana si asterranno, annuncia invece Corradino Mineo, che parla di un testo "scritto male, un accordo al ribasso" per "accontentare" il centrodestra. L'altro stabilisce invece che l'aggravante non si applica nel caso di sofferenze risultanti unicamente dall'esecuzione di legittime misure privative o limitative di diritti da parte della Polizia. Se il reato è commesso da un pubblico ufficiale nell'esercizio delle funzioni o da un incaricato di un pubblico servizio, con abuso dei poteri o in violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio, la pena è della reclusione da cinque a dodici anni. - INUTILIZZABILI INFORMAZIONI E DICHIARAZIONI ESTORTE CON TORTURA -Le dichiarazioni o le informazioni ottenute mediante il delitto di tortura non sono comunque utilizzabili, salvo che contro le persone accusate di tale delitto al solo fine di provarne la responsabilità penale.

Il relatore D'Ascola ha difeso la scelta ricordando come in realtà il termine 'reiterate' sia stato tolto per evitare che la tortura diventasse un reato di tipo abituale: "Nel concetto di reitarato è implicato un dato di natura temporale", ha spiegato. Se dalla tortura deriva una lesione personale grave le pene sono aumentate di un terzo; se ne deriva una lesione gravissima sono aumentate dalle metà; se ne deriva la morte la pena è della reclusione di trenta anni.

Non ha partecipato al voto il presidente della Commissione per i diritti umani e primo firmatario del disegno di legge, Luigi Manconi. L'istigazione del pubblico ufficiale a commettere tortura, a prescindere dalla effettiva commissione del reato, è punita con la reclusione da sei mesi a tre anni.

- MIGRANTI: Il testo modifica anche la disciplina sull'immigrazione prevedendo che non sono ammessi il respingimento o l'espulsione o l'estradizione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che essa rischi di essere sottoposta a Tortura. Non può essere riconosciuta l'immunità diplomatica agli stranieri sottoposti a procedimento penale o condannati per il reato di Tortura in altro Stato o da un tribunale internazionale. Questo testo è inaccettabile perchè segna la totale inapplicabilità della legge.

"Nonostante le buone intenzioni e gli aggiustamenti apportati, il Ddl sull'introduzione del reato di tortura, non scioglie i tanti dubbi interpretativi relativi all'intensità delle sofferenze fisiche per essere qualificate acute, alla verificabilità del trauma psichico e del suo grado, a quale sia la condotta del trattamento inumano e degradante". Il testo tornerà alla Camera di Montecitorio per la quarta lettura.

Piu' volte rimaneggiato e spesso oggetto di divisioni anche all'interno della stessa maggioranza, il testo introduce di fatto il reato di tortura nell'ordinamento italiano. "Il legislatore, per trovare un compromesso in una materia così delicata, ha rimandato la soluzione di questi nodi all'interpretazione del giudice nel contenzioso penale, senza fornire a quest'ultimo, sul reato di tortura, la certezza del diritto".