Sanchez torna a dirigere il Psoe, ma la sfida è ora

Sanchez torna a dirigere il Psoe, ma la sfida è ora

Le primarie lo hanno incoronato con il 49% dei consensi contro il 40% della sua principale avversaria, la presidente andalusa Susana Diaz, e il 10% del basco Patxi Lopez.

E' una rivolta della base socialista contro l'atteggiamento morbido nei confronti del Pp, da anni al centro di numerosi scandali per corruzione, pur rimanendo il partito più votato in Spagna. E' la "Brexit del Psoe", dice El Paìs, quotidiano di area progressista. Diaz, che ha l'appoggio dei leader storici del partito socialista come Felipe Gonzalez e José Luis Zapatero, si iscrive nella linea tradizionale socialdemocratica del Psoe, dalla fine della dittatura franchista uno dei due grandi partiti di governo spagnoli con il Pp.

La mossa della direzione provvisoria aveva permesso di chiudere la crisi istituzionale infinita nella quale la Spagna era piombata dopo le politiche del dicembre 2015. Susana Diaz sembrava imbattibile.

E' stata vittima con ogni probabilità della stessa rivolta contro l'apparato che in Francia ha portato alla bocciatura alle primarie del Ps l'ex-premier Manuel Valls, battuto da Benoit Hamon, poi naufragato alle presidenziali.

Sanchez ha annunciato che non appena eletto chiederà le dimissioni di Rajoy, il cui fragile esecutivo finora si è retto grazie alla "tolleranza" dall'opposizione del Psoe. Durante la campagna si è pronunciato per la formazione di un governo alternativo "alla portoghese" con Podemos, i nazionalisti e gli indipendentisti.

La vittoria di Sanchez preoccupa il primo ministro Mariano Rajoy e il suo governo che non gode di una maggioranza stabile. In mattinata il leader di Podemos, Pablo Iglesias, e il neosegretario del Psoe, si sono sentiti per telefono, ha fatto sapere il portavoce di Podemos, Pablo Echenique.