Pensione: Gentiloni firma decreti Ape social e Ape precoci

Pensione: Gentiloni firma decreti Ape social e Ape precoci

Dopo il blocco del Consiglio di Stato che aveva segnalato alcune criticità nel testo dei decreti attuativi di Ape sociale e precoci, le versioni modificate dai tecnici del Governo sono state firmate ieri dal presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni.

C'è stato anche il via libera alle domande di pensionamento anticipato anche per i lavoratori precoci. Tutti mestieri ad alto rischio burnout. I sei anni si possono calcolare nell'ambito degli ultimi sette.

Nel decreto attuativo viene chiarito che "le domande presentate oltre il 15 luglio 2017 e il 31 marzo 2018 e comunque non oltre il 30 novembre sono prese in considerazione esclusivamente se all'esito del monitoraggio residuano le necessarie risorse finanziarie".

In caso di risorse insufficienti avranno priorità coloro che sono più vicini all'età per la pensione di vecchiaia.

L'Ape social è una misura sperimentale finalizzata ad agevolare il passaggio al pensionamento per lavoratori svantaggiati o disagiati ed è soggetta a limiti di spesa.

Qui di seguito, vi proponiamo un approfondimento (realizzato dall'Ansa) sulle caratteristiche dell'Ape Social avviata ufficialmente con la firma del premier Gentiloni del 22 maggio 2017.

COME FUNZIONA. L'indennità è corrisposta per 12 mensilità nel corso dell'anno, fino all'età prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia o comunque fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione anticipata.

L'indennità è pari all'importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell'accesso alla prestazione (se inferiore a 1.500 euro) o pari a 1.500 euro (se la pensione è pari o maggiore di detto importo). Per i lavoratori che svolgono attività difficoltose o rischiose, invece, occorrono: un'anzianità contributiva minima di 36 anni; maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi; non essere titolari di pensione diretta. I lavoratori precoci, ovvero coloro che hanno lavorato almeno un anno prima dei 19 anni, potranno andare in pensione con 41 anni di contributi. Nel 2019, il requisito sarà adeguato alla speranza di vita.

L'Ape social si rivolge anche i lavoratori che svolgono da almeno sei anni in via continuativa una delle seguenti attività: operai dell'industria estrattiva, dell'edilizia e della manutenzione degli edifici; conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; conciatori di pelli e di pellicce; conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante; conduttori di mezzi pesanti e camion; personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni; addetti all'assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza; insegnanti della scuola dell'infanzia e educatori degli asili nido; facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati; personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia; operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Andranno presentate entro il 15 luglio le domande per l'Ape social di chi matura i requisiti previsti. Il beneficio dell'Ape social è riconosciuto nel limite 300 milioni di euro per il 2017, 609 milioni di euro per il 2018, 647 milioni di euro per il 2019, 462 milioni di euro per il 2020, 280 milioni di euro per il 2021, 83 milioni di euro per il 2022 e 8 milioni di euro per il 2023.