Palermo: ucciso il boss mafioso Giuseppe Dainotti

Palermo: ucciso il boss mafioso Giuseppe Dainotti

Due uomini in moto si sono avvicinati a Dainotti, che era in bici, e con dei colpi di arma da fuoco l'hanno freddato per poi allontanarsi a gran velocità. Credevo fossero fuochi d'artificio. Qui si sparano sempre i fuochi d'artificio a qualunque ora.

Secondo gli esperti l'omicidio ai propri danni era ritenuto altamente probabile e prossimo ad avverarsi, essendo la vittima finita nel mirino di mafiosi rivali dopo la sua scarcerazione. Il boss mafioso era stato condannato per l'omicidio del capitano dei carabinieri Emanuele Basile. L'uomo è stato colpito alla testa.

Sul posto la Polizia e la Scientifica muniti di unità cinofile hanno subito cominciato le indagini. Uomo di peso del clan di Porta Nuova, Dainotti è stato il factotum del boss Salvatore Cancemi. Gridava 'zio Peppino, zio Peppino'. Il boss era stato condannato tre anni fa all'ergastolo ma era riuscito a lasciare il carcere beneficiando della Legge Carotti. "Una lotta iniziata di fatto all'indomani dell'omicidio di Giuseppe Di Giacomo, considerato il reggente dopo l'arresto di Alessandro D'Ambrogio", aveva detto l'allora comandante provinciale dei carabinieri, Piergiorgio Iannotti.

Lo hanno ucciso a colpi di pistola in strada. Era stato condannato, oltre per omicidio, anche e per la rapina miliardaria al Monte dei Pegni nel 1991. Nei giorni scorsi il Questore di Palermo aveva indicato il pericolo dell'uscita dal carcere di diversi capomafia storici.

Il boss era conosciuto come il vertice del mandamento di Porta Nuova.