Ilva, gli esuberi arrivano fino a 6.400 I sindacati: "Numeri inaccettabili"

Ilva, gli esuberi arrivano fino a 6.400 I sindacati:

La proposta di acquisizione della cordata Am Investco (quella scelta dai commissari) prevede di portare i dipendenti a 9.400 nel 2018, a 8.400 nel 2023 e a 8.480 nel 2024, quindi con un numero massimo di esuberi di 5.800 unità nel 2023. È quanto previsto dalle due offerte presentate per l'Ilva di Taranto dalle cordate in gara: quella di Marcegaglia e ArcelorMittal, in pole nella graduatoria stilata dai commissari, e quella di Arvedi, Jindal e Cassa depositi e prestiti.

Al coro di proteste si è aggiunta anche la Fim Cisl, con il segretario Alessandro Vella che ha definito l'incontro "fortemente negativo" e le proposte "irricevibili". La netta presa di posizione è emersa durante l'incontro al ministero dello Sviluppo Economico tra il ministro Calenda e i sindacati dedicato all'illustrazione delle due proposte. I sindacati "respingono con forza - è detto - i numeri degli esuberi presentati da entrambe le cordate nei loro piani che risultano così non negoziabili" e "si dichiarano indisponibili a negoziare sui piani industriali presentati, che vanno riscritti garantendo salute, ambiente, occupazione e salari". Per noi è necessario, affinché questo non sia un modo per scaricare responsabilità sui lavoratori e sui sindacati, che il governo svolga fino in fondo il suo compito. E invece l'atteso incontro al Mise con Calenda e i commissari è stato una doccia gelata. Ancora adesso ci sono cose che non sono chiare e che vogliamo capire. La ripresa produttiva, secondo il piano, sarà sostenuta con il ripristino dell'area a caldo di Taranto, delle cokerie e dell'agglomerato e degli altiforni 1, 2, 4 fino al completamento del piano ambientale e la successiva riattivazione dell'altoforno 5.

Roma, 30 mag. (AdnKronos) - "Il Piano deve cambiare". Anche oggi che di Ilva si ama tanto parlare in termini di "rilancio". Nel 2024, quando si ipotizza che siano terminate le bonifiche ambientali ed il gruppo sia stato completamente ristrutturato, AminvestCo porterebbe il numero degli occupati a quota 8480 mentre i concorrenti arriverebbero a 10812 e forse anche oltre, a patto che il costo del lavoro resto stabile.

Questa offerta, rilevano, "è suscettibile di miglioramento per espressa dichiarazione di disponibilità dell'offerente e sarà oggetto di un confronto con i sindacati nella trattativa per il raggiungimento dell'accordo sindacale. Anche la riduzione di personale prevista dalla proposta di Acciai AcciaItalia e' da respingere: una ripresa dell'occupazione si avrebbe nel 2023, ma sei anni sono tantissimi e pensare di ripartire con 6.400 lavoratori in meno non e' immaginabile".