Il cofondatore di Twitter si scusa pubblicamente per la vittoria di Trump

Il cofondatore di Twitter si scusa pubblicamente per la vittoria di Trump

"E' stata un brutta cosa, perché senza Twitter molto probabilmente non sarebbe diventato presidente", ha detto Williams. E i 30 milioni di follower, le persone che seguono il suo account personale, testimoniano quanto sia efficace la strategia del tycoon, che così riesce a scavalcare gli 'odiati' media tradizionali, quelli che ha definito "il vero nemico dell'America" con le loro "fake news".

"Evan Williams è colui che ha aperto il caso di Pandora", scrive il New Times, e non tanto per aver creato uno dei social network che più hanno fatto la storia recente (pensiamo solo alle primavere arabe e alle loro conseguenze ai giorni nostri), ma per essere il big del web a fare mea culpa pubblicamente.

Williams, 45 anni - che fondò Twitter nel marzo 2006 insieme a Jack Dorsey, Noah Glass e Biz Stone - si dice anche pessimista sul futuro dei social media: "Internet si è rotto, si è incamminato su un percorso buio".

Il cofondatore di Twitter si scusa pubblicamente per la vittoria di Trump
Il cofondatore di Twitter si scusa pubblicamente per la vittoria di Trump

Le sue considerazioni e i bilanci finali sono alquanto amari: "Pensavo che quando ad ognuno fosse stato possibile esprimersi liberamente e scambiare idee ed informazioni il mondo sarebbe diventato automaticamente un posto migliore".

Lo scorso mese in una conferenza all'University of Nebraska usò il mito di Prometeo per esemplificare quello che sta avvenendo a Internet, ricordando alla Silicon Valley, che spesso si paragona a colui che rubò il fuoco agli dei per darlo agli uomini, che Prometeo viene punito per la sua arroganza.

"Twitter is broken", non funziona più.