Cyberbullismo: quasi completato l' iter legis alla Camera

Cyberbullismo: quasi completato l' iter legis alla Camera

Lo afferma la ministra per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, dopo il sì della Camera alla nuova legge. "Interveniamo su uno degli aspetti più delicati che riguardano i giovani e le nuove tecnologie", esulta il deputato dem Edoardo Patriarca, componente della commissione affari sociali.

"Finalmente il provvedimento sul cyberbullismo è legge: sono stati necessari quattro passaggi tra Camera e Senato ma all'interno del Pd e della maggioranza, dopo un lungo tira e molla, hanno smesso di tirare il testo per la giacchetta".

Boldrini: "Dedicato a Carolina".

La proposta di legge sul cyberbullismo è stata approvata all'unanimità: 'sì' definitivo dell'Aula della Camera, ora è ufficialmente legge. Paolo Picchio era sulle tribune per assistere al voto del testo per il quale si è impegnato e ha combattuto. "Suo padre, presente oggi alla Camera, ha combattuto in questi anni per accendere i fari su questo fenomeno, fatto di tante storie di quotidiana violenza che riguardano soprattutto i minori".

Il contenuto della legge.

"La legge approvata - spiega Mazzoli - è un testo equilibrato che introduce una serie di misure di carattere educativo e formativo".

Entra per la prima volta nell'ordinamento una puntuale definizione legislativa di cyberbullismo. Bullismo telematico è ogni forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d'identità, alterazione, manipolazione, acquisizione o trattamento illecito di dati personali realizzata per via telematica in danno di minori. In caso contrario (come pure nel caso in cui non sia possibile identificare il titolare del trattamento, il gestore del sito Internet o del social media), l'interessato può rivolgere analoga richiesta, mediante segnalazione o reclamo, al Garante per la protezione dei dati personali che deve provvedere, in base alla normativa vigente, entro le successive 48 ore. Dalla definizione di gestore, che è il fornitore di contenuti su internet, sono comunque esclusi gli access provider, i cache provider e i motori di ricerca. Ogni scuola dovrà individuare tra i propri insegnanti un addetto al contrasto e alla prevenzione del "cyberbullismo" che potrà avvalersi della collaborazione delle Forze polizia.In attesa dell'entrata in vigore della legge, da Perugia parte, quindi, una prima campagna di informazione sui contenuti e sugli obiettivi di questo importante e atteso testo legislativo. Al preside spetterà il compito di informare subito le famiglie dei minori coinvolti in atti di bullismo informatico, attivando adeguate azioni educative. Prima della eventuale denuncia, il Questore può ammonire il bullo (come avviene nei casi di stalking), ammonizione che per gli over 14enni dura fino al raggiungimento della maggiore età. Più in generale, il Miur ha il compito di predisporre linee di orientamento di prevenzione e contrasto puntando, tra l'altro, sulla formazione del personale scolastico, la promozione di un ruolo attivo degli studenti e la previsione di misure di sostegno e rieducazione dei minori coinvolti, mentre ai singoli istituti è demandata l'educazione alla legalità e all'uso consapevole di internet.

Per lo svolgimento di attività di formazione in ambito scolastico e territoriale è disposto l'ulteriore stanziamento di 203mila euro. "Il Ministero è già al lavoro affinché la legge trovi immediatamente piena attuazione".