Commercio estero: Scalfarotto, forte slancio export italiano in Paesi extra Ue

Commercio estero: Scalfarotto, forte slancio export italiano in Paesi extra Ue

Nei primi tre mesi del 2017 il surplus è stato di 6,7 miliardi (+15,6 miliardi al netto dei prodotti energetici).

"I dati odierni testimoniano di nuovo un export italiano in grande espansione sui mercati asiatico e nordamericano e confermano la bontà della strategia seguita dal Governo con il 'Piano per la promozione del Made in Italy', che punta proprio su quei mercati, come dicevo ieri". L'Istat spiega inoltre che "l'ampio incremento congiunturale dell'export è trainato dalle vendite verso i mercati extra Ue (+6,5% sul mese) mentre per l'area Ue (+2,1%) si registra un aumento più contenuto". Al netto delle differenze nei giorni lavorativi (23 a marzo 2017 rispetto a 22 di marzo 2016), l'aumento risulta più contenuto: +14,1% per l'import e +12,4% per l'export. Indiscutibilmente rilevanti sono state le accelerazioni realizzate in America, sia settentrionale (dove svetta il dato della crescita al +14,6% nelle esportazioni verso gli USA) sia centro meridionale (con un ottimo +15,5%), e in Asia, quest'ultima trainata dagli eccellenti risultati conseguiti in Cina (+33,1%, un dato eccezionale in ulteriore aumento dal precedente dato di febbraio), in Giappone (+15,1%, pure notevole anche in vista del prevedibile aumento che avverrà alla conclusione delle trattative dell'accordo di libero scambio con i nipponici, ora in fase di completamento dei negoziati) e in India (+10,2%). A marzo 2017 il surplus commerciale è salito a 5,4 miliardi (+5,2 miliardi da marzo 2016).

L'Istat a marzo 2017 ha registrato un aumento per le esportazioni (+4,0%) mentre le importazioni sono stazionarie (0,0%).

Sempre a marzo 2017, l'indice dei prezzi all'importazione dei prodotti industriali è sceso dello 0,4% su base mensile ed è salito del 4,6% su base annua.

Tra i Paesi dell'area Ue, i mercati più dinamici per le esportazioni italiane sono Romania (+25,2%), Polonia (+24,5%) e Spagna (+23,4%). I settori più esposti all'acquisto da parte italiana, e dunque all'importazione, sono stati invece quelli del petrolio greggio a +68% e dei prodotti petroliferi raffinati a +59,2%.

La diminuzione dei prezzi all'importazione dipende principalmente dalle dinamiche del comparto energetico, al netto del quale l'indice registra un aumento dello 0,2% rispetto al mese precedente e dell' 1,5% in termini tendenziali.