Cda Rai, per Dg riforme urgenti ma resistenze politiche

Cda Rai, per Dg riforme urgenti ma resistenze politiche

Si è fatta sera e al settimo piano del palazzone in vetro-cemento della Rai in viale Mazzini l'ultima battaglia si è appena conclusa, il direttore generale Antonio Campo Dall'Orto rientra nel suo studio e chi lo incrocia giura di averlo trovato "sollevato". "Un problema dietro l'altro". L'unico voto a favore e' stato espresso dal consigliere Guelfi.

Venti di bufera, nonostante l'arrivo del caldo, soffiano intorno al palazzo di mamma Rai, dove i cambi stagione sono iniziati un po' in anticipo e a sorpresa, soprattutto: Raffaele Agrusti, direttore finanziario e presidente di RaiWay, provocato da una succulenta proposta giunta dal gruppo Itas (assicurazioni trentine), starebbe per lasciare la sua poltrona in Rai - anche perché, come scrive Tvzoom.it, la Rai gli ha dimezzato lo stipendio per rispettare il limite di 240mila euro annui - per guidare il colosso assicurativo trentino. È ancora l'informazione a mettere in crisi i rapporti al settimo piano di Viale Mazzini. Non approvare un documento importante come il piano informazione, però, è considerato un atto molto grave che segnala una rottura dei rapporti tra il Consiglio d'amministrazione e il direttore generale che, secondo lo statuto, è ad esso sottoposto. Allora una delle ipotesi che gira è che Campo Dall'Orto possa rimanere dipendente della Rai senza incarico fino alla scadenza naturale del suo contratto.

Rai Cda boccia il piano di Campo Dall'Orto. "L'unica sfiducia può venire dal Tesoro".

Seduta difficile per Rai Way *oggi a Piazza Affari: il titolo ha chiuso le contrattazioni con un ribasso del 2,59% a 4,59 euro. Una cosa è certa: non ho nulla da rimproverarmi.

"Ventidue mesi senza un piano news è responsabilità di tutti". Ora la parola passa al ministero dell'Economia, perché le dimissioni del Direttore generale non sono automatiche. E lo ha fatto in continuo contatto con il Cda. Michele Anzaldi, deputato Pd e componente della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai, lo aveva accusato di "risultati fallimentari". Che da mesi, spiegano i suoi collaboratori, è montata "una polemica tutta politica", con attacchi continui degli uomini dell'ex premier come Michele Anzaldi e il sottosegretario Antonello Giacomelli. Renzi non ha ancora deciso e la sua scelta sarà legata anche alla trattativa per lui più strategica: quella sul voto ad ottobre. "Ostaggio della politica". Domani Padoan dovrà dirgli se andare avanti o fare gli scatoloni.