Card. Parolin su Grillo: non ci si può paragonare a S. Francesco

Card. Parolin su Grillo: non ci si può paragonare a S. Francesco

Esiste un partito che possa effettivamente identificarsi con questo modello? "Sono contento che i politici si richiamino a San Francesco, ma che ci si autodefinisca veri francescani non si può dire". "San Francesco si identificava con Cristo, lui sì che è stato la vera immagine di Cristo tanto che ha meritato di ricevere nelle sue membra le stigmate e le piaghe", esclama secondo il Corriere della Sera il segretario di Stato Vaticano in visita al Santuario della Spoliazione, Pietro Parolin.

"Qualcuno che si possa identificare con il messaggio di san Francesco?", si è chiesto il porporato. "Io non vedo nessun partito che possa identificarsi con il messaggio di San Francesco". Così il cardinale Segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin ai giornalisti a margine delle iniziative per l'inaugurazione del Santuario della Spogliazione, tenutesi ieri pomeriggio ad Assisi.

"Oggi "sposgliarsi" - ha spiegato il cardinale - è uscire da se stessi per mettere Dio al primo posto e, per amor suo, mettersi al servizio degli altri". Il cardinale Parolin, al termine della messa concelebrata con il vescovo Domenico Sorrentino ha assicurato che "il Pontefice è vicino alla città di San Francesco". "Mi farò interprete dei vostri sentimenti nei confronti del Santo Padre", ha detto Parolin. Nella marcia di sabato Beppe Grillo è tornato nei panni dello showman e leader, alternando bordate a Matteo Renzi, a lunghe conversazioni con gli attivisti. "Stiamo attenti a non manipolare certe cose". Una dichiarazione non "nuova", dal momento che spesso Grillo ha espresso la propria vicinanza "ideologica" al modello francescano, rintracciando nell'umiltà e nella modestia due doti essenziali per un politico.

Ma questa "attenzione" è proprio quello che da qualche tempo lo scaltro Grillo sta cercando di cucinare in tutte le salse a lui conosciute per far breccia tra i cattolici o almeno nell'elettorato più generalmente definito progressista che non è mai mancato dai tempi del Savonarola (peraltro poi bruciato proprio a Firenze dall'establishment del tempo). "Spiace che una marcia nata per proclamare la pace e per diffondere un messaggio di concordia venga poi strumentalizzata per motivi politici interni".