Boss ucciso a colpi di pistola

Boss ucciso a colpi di pistola

In accordo con quanto è stato riportato dal'Agenzia di stampa AdnKronos.com, Giuseppe Dainotti è stato ucciso nel quartiere Zisa di Palermo, e precisamente in via D'Ossuna mentre era in bicicletta e dopo che, stando alle ricostruzioni, sarebbe stato avvicinato da due uomini che lo hanno freddato a colpi di pistola. Uomo di peso del clan di Porta Nuova, Dainotti è stato il factotum del boss Salvatore Cancemi.

Fibrillazioni interne alla cosca accese dall'arresto del padrino di Porta Nuova Alessandro D'Ambrogio. Le modalità dell'agguato, tuttavia, rendono praticamente certa la matrice mafiosa del delitto. Tra le vittime designate anche Dainotti. In quell'operazione furono arrestati in otto. Storico boss palermitano, Dainotti era stato condannato all' ergastolo per omicidi commessi negli anni '80, poi scarcerato tre anni fa dopo aver scontato 30 anni.

Dainotti è stato uno dei fedelissimi del capomafia Salvatore Cancemi ed è stato imputato al maxi processo per una sfilza di condanne per mafia, omicidio, favoreggiamento, rapina e droga. Il primo omicidio di Cosa nostra dopo tre anni di pace tra le cosche. Sul fascicolo aveva scritto "fine pena mai", ma i suoi legali videro accolto un loro ricorso alla Consulta nel quale si sosteneva che per una legge del 2000 (una riforma del codice di procedura penale nella legge Carotti) doveva scontare trent'anni e non l'ergastolo. L'ultimo padrino a essere ucciso è stato proprio Giuseppe Di Giacomo, che secondo i piani del fratello, avrebbe dovuto assassinare Dainotti.