Blue Whale: il gioco del suicidio

Blue Whale: il gioco del suicidio

L'allarme lanciato da alcuni dirigenti scolastici di Fiumicino potrebbe aver evitato una tragedia.

Come riporta Il Fatto Quotidiano, la Polizia ha spiegato che nelle fasi iniziali del Blue Whale, la vittima viene invitata a fare una serie di cose, come guardare film horror in piena notte, o scattare selfie in posti pericolosi. Protagonista di quanto verificatosi nei giorni scorsi nel Ravennate, è una studentessa di 14 anni. I curatori sono generalmente degli adulti che agganciano online la loro vittima portandola a compiere queste 50 azioni, tra cui anche l'autolesionismo, ma anche attraverso dei gruppi Whatsapp in cui i giovani vengono incoraggiati a portare a termine la sfida.

"Mi taglio, fa tanto male!". "Era un poliziotto che mi informava che mia figlia era coinvolta in quello che chiamano 'gioco della Blue Whale' e che rispondeva alle sollecitazioni di un estraneo che, di giorno in giorno, le ordinava le regole della sfida".

Anche la polizia postale italiana si è interessata al fenomeno Blue whale, sintomo che ormai il fenomeno è effettivo e casi concreti se ne sono verificati davvero. Da qualche settimana l'attenzione è altissima, sono molti infatti i sospetti casi di Blue Whale segnalati nel nostro paese. Secondo il "gioco" dell'orrore l'ultimo giorno bisogna suicidarsi da un palazzo molto alto. L'ordine del tutor era di appoggiare la testa sui binari e attendere l'arrivo del treno ascoltando una musica da funerale. Subito dopo i poliziotti hanno scoperto che un compagno di classe del presunto giocatore, per scherzare, aveva mandato l'Sms con i riferimenti al "Blue Whale". "Mentre aspettavo che la polizia arrivasse a sequestrare il telefonino e il computer di mia figlia, senza essere vista, ho preso il suo cellulare per accertarmi che quanto mi avevano appena raccontato fosse vero". Dovete intervenire subito perché fra poche ore si ucciderà come una delle tante vittime della Balena Blu.

La giovane romana era già arrivata al ventesimo giorno di sfida. "Mi ha impressionato - continua la donna nel suo racconto - come, malgrado si fossero procurate i tagli sulla pelle, tutte e quattro si mostrassero sorridenti". E invece non era così. A questo si aggiunge anche il consiglio della Polizia Postale, che chiede ai genitori di creare un dialogo anche con gli amici dei figli, perché su certi argomenti è più facile che un ragazzo o una ragazza si confidi con un amico piuttosto che con un genitore. Un taglio puntellato come se si fosse incisa con un oggetto appuntito.