Bimbo morto di otite: indagati il medico omeopata ei genitori

Lui le ha risposto che non si opponeva al ricovero, ma ormai l'infezione gli aveva invaso la testa.

Ipotesi reato è omicidio colposo - Omicidio colposo.

Il ridicolo dibattito sui vaccini in atto nel nostro Paese ha portato buona parte dell'opinione pubblica a credere che le patologie si dividano in base al loro essere "banali" o meno e che un po' di morbillo qua e là e una punta di pertosse prima di andare a scuola, risultino assolutamente preferibili a quei tremendi vaccini che trasformano i nostri figli in una sorta di clone in miniatura di Dustin Hoffman, intento a contare le carte e a chiedersi "Chi gioca in prima base?" per tutto il resto della sua vita. Non ancora disposta l'autopsia, che aiuterà a far maggiore chiarezza su tempi e modalità del decadimento clinico del bambino.

L'omeopata ha detto ai genitori di non portare il figlio in ospedale. Fabio Santelli, direttore della Sod di Anestesia e Rianimazione Pediatrica del Presidio di Alta Specializzazione 'G. Massimiliano Mecozzi, da giorni rifugiato nella sua villa a Monteciccardo non risponde a nessuno. Persistenza del quadro neurologico di coma irreversibile. "Dunque il problema non sono i farmaci omeopatici, bensì l'utilizzo che ne viene fatto".

Il 'Salesi' ha trasmesso una segnalazione sul caso alla procura di Ancona e alla procura dei minori. Il Giudice Sgrò ha inoltre sottolineato che "Si ricorda, ancora, che non solo per la scienza, ma anche per la legge gli intrugli omeopatici volti a suscitare "effetti placebo" non sono farmaci ma "rimedi" per i quali si fa obbligo che rechino sull'etichetta la scritta "senza indicazioni terapeutiche approvate"".

Il caso del bimbo morto per una banale otite non curata attraverso la medicina tradizionale ha scatenato un dibattito che comprende tali e tanti argomenti che sarebbe impossibile, in questa sede, elecarli tutti. A quel punto il dottor Volpi reagisce con durezza: "Non se ne parla nemmeno".

Francesco però peggiorava, era sempre più debole, con la febbre che andava e veniva. Il bambino versava già in condizioni gravi e la corsa in ospedale era l'unica cosa da fare. E' cominciata anche una terapia antibiotica d'urto, ma le condizioni cliniche del bimbo non lasciavano più speranza. "Per questo hanno aspettato prima di ricoverarlo in ospedale ad Urbino".

"Cosa dobbiamo commentare? E' stata dichiarata la morte cerebrale del bambino, non c'è altro da dire".