Berlusconi su legge elettorale: patto su sistema proporzionale per votare in autunno

Berlusconi su legge elettorale: patto su sistema proporzionale per votare in autunno

Silvio Berusconi poco dopo ha rilasciato un'intervista al Messaggero e ha ribadito che il "patto sul sistema tedesco è possibile" e che si può votare in autunno.

L'ultimo stadio delle grandi manovre per la riforma elettorale è una bozza d'intesa tra Pd e Forza Italia - quindi Renzi e Berlusconi - per l'accoppiata "sistema tedesco più voto anticipato". Sul tema è intervenuto ieri anche l'ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia che dal palco della manifestazione di Mdp a Milano ha parlato "piccolo passo avanti", anche se ha messo in guardia dalle possibili "furberie". Se venisse adottato, dalle elezioni potrebbero uscire una maggioranza casuale, che sarebbe comunque espressione di una minoranza dei cittadini, o anche due maggioranza diverse fra Camera e Senato. L'accordo su un proporzionale con soglia di sbarramento (magari con un premio di maggioranza) non dispiace al Pd e tirerebbe il Cav. fuori dall'angolo del maggioritario che lo schiaccerebbe sulla Lega lepenista di Salvini. "Io spero e credo che si potrà tornare a ragionare con il Pd, anche perché i numeri parlamentari lo rendono necessario".

"Il problema - continua - non è Forza Italia: questa proposta, che non ha la maggioranza in Senato, così com'è spacca il Paese su un tema che invece dovrebbe unire, come le regole elettorali. L'unico che funziona davvero in Europa". "Mi sembra un tentativo di forzatura da parte del PD, del tutto sorprendente anche rispetto alle indicazioni del Capo dello Stato per una legge elettorale condivisa". Quello che è certo, secondo Berlusconi è che questa proposta "non è una buona base di partenza". Sulle intercettazioni "ben venga il ravvedimento del Pd, anche se interessato" e aggiunge: "Non ho esitazioni a definire riprovevole la campagna scandalistica della quale sono vittime Renzi e la Boschi". Forza Italia ragiona come sempre nell' interesse complessivo, che in queste materie non può essere ricondotto a piccoli calcoli di convenienza immediata. "Sono avversari, ma noi - sostiene - vogliamo sconfiggerli sul piano delle idee, dei programmi della capacità di governo, non usando questi metodi che ci ripugnano".