Banca Carige soffre il rischio ribaltone

Banca Carige soffre il rischio ribaltone

Il vice presidente dell'istituto ligure, Vittorio Malacalza, ha criticato l'operato dell'Amministratore Delegato, Guido Bastianini, che lo portano a rivedere il proprio rapporto di fiducia con il manager e a non condividere più gli indirizzi di gestione che vengono attualmente espressi. Il caso sarà discusso nella prossima riunione del 9 giugno. Per questo motivo il Vice Presidente ha sottoposto le sue considerazioni all'esame del Consiglio di Amministrazione, preannunciando che, ove la propria posizione non fosse ampiamente condivisa dal Consiglio stesso, riterrà opportuno dimettersi dai propri incarichi di Vice Presidente e di Amministratore della Banca.

Un'opzione per affrontare questa eventualità sarebbe quella di convertire in equity il bond subordinato che la banca ha venduto a Generali Ass. nel 2008, che poi il Leone di Trieste ha a sua volta ceduto per metà (circa 80 milioni) a hedge fund. Ma Malacalza è assolutamente contrario e con lui si sarebbero schierati anche gli altri due azionisti Gabriele Volpi e Aldo Spinelli, ai quali è legato da un patto di sindacato. In realtà secondo fonti di stampa è possibile a dimettersi sia Bastianini, che potrebbe essere sostituito da un nuovo amministratore straordinario anche se non si esclude completamente l'ipotesi di un commissariamento. E' stato riammesso alle contrattazioni solo dopo la sospensione sui mercati per eccesso di ribasso.

Occhi puntati su Banca Carige, che in avvio di giornata resta vicino ai livelli di ieri, appena sopra i 25 centesimi per azione, nonostante il netto calo degli indici di Piazza Affari (il Ftse Mib cede al momento l'1,14%).

Il Cda di Banca Carige ha dato il suo via libera all'aumento di capitale da 450 milioni di euro e alla parallela cessione di un portafoglio di Npl (crediti "non performanti", ndr) per circa 940 milioni di euro di valore nominale, assistito da garanzie pubbliche (Gacs) per quanto riguarda la tranche senior dei titoli.