Alitalia: terna di commissari alla prova del lavoro

Alitalia: terna di commissari alla prova del lavoro

Ai tre commissari, Gubitosi, Laghi e Paleari, il Ministro dello Sviluppo economico Calenda ha affidato un mandato "a tempo" e con uno scopo ben preciso: "predisporre un programma per aprirsi entro 15 giorni alle manifestazioni di interesse". "Penso che comunque ci vuole un'alleanza con un'azienda del trasporto aereo, il problema di Alitalia è che ormai la scala, 10 volte meno di Lufthansa, è una scala troppo piccola", ha aggiunto. Delrio ha spiegato che "per questo il Governo, pur non essendo parte in causa, perché la compagnia non è di proprietà dello Stato, si è fatto parte attiva per cercare" la mediazione poi bocciata con il referendum. Ecco perché di fronte al "niet" di Calenda & Co. alla nazionalizzazione ha precisato: "Salvare Alitalia senza il contributo di soldi pubblici si può fare ma è molto difficile". Il compito dei commissari è "risanare e anche trovare un potenziale compratore". Un'idea che ha fatto insorgere il Codacons. Per la figura commissariale restano in pole i nomi di Luigi Gubitosi e Enrico Laghi, e si è parlato anche dell'ex Fs e Finmeccanica Mauro Moretti, su cui pesa però la condanna in primo grado per la strage di Viareggio. "Il governo ha escluso la nazionalizzazione di Alitalia e credo che i cittadini, che hanno pagato 7,5 miliardi, più questo prestito ponte, quindi 8 miliardi, sono molto attenti a come vengono usati i loro soldi". Nella serata di ieri il governo ha anche varato un prestito ponte da 600 milioni di euro (contro i 3-400 indicati dallo stesso Calenda la scorsa settimana) per consentire ad Alitalia di assicurare collegamenti e servizi fondamentali. "Bisogna vedere cosa c'è sul piatto, i commissari lo faranno".

Il ministro, il giorno dopo aver dato il via libera a un finanziamento da 600 milioni, continua a sostenere che lo Stato non diventerà azionista della compagnia.

L'obiettivo è "lavorare su un piano industriale per permettere ad Alitalia di trovare soci capaci di investire e sanare debolezze storiche che non dipendono dalla presenza delle low cost ma strategie sbagliate", ha detto il ministro dei trasporti Graziano Delrio. Calenda ha anche ricordato di aver "rifatto tutta la struttura dei compensi dell'amministrazione straordinaria molto prima di questa crisi, per renderli proporzionali al risultato". "C'erano degli investitori che avrebbero messo 2 miliardi di euro, e li abbiamo portati a un tavolo con i sindacati per un accordo che poi è stato bocciato".