Papa Francesco in Egitto non userà auto blindate

Papa Francesco in Egitto non userà auto blindate

Papa Francesco si prepara al viaggio apostolico in Egitto, previsto per il prossimo 28 e 29 aprile, e lo fa "senza paura". A proposito, poi, di quanto faranno le forze di sicurezza del posto, Burke ha ribadito ancora: "Noi non siamo preoccupati, e la loro volontà e di far sì che le cose vadano bene". Una notizia che dimostra come la Santa Sede non viva con esagerata preoccupazione la visita del Papa in Egitto, o per lo meno non desta pensieri l'aspetto della sicurezza in questo viaggio. Però il Papa, anche dopo gli ultimi attentati in Egitto, ha confermato la volontà di andare avanti, anche come segno di vicinanza. Non siamo preoccupati". Il viaggio - ha spiegato il portavoce vaticano - ha tre dimensioni: "pastorale, ecumenica e di dialogo con il mondo musulmano, che è sunnita all'89 per cento in un paese di 90 milioni di abitanti, dove i cristiani ortodossi copti sono il 10 per cento e i cattolici dei vari riti lo 0,1 per cento: "cattolici copti ma anche latini e armeni, riuniti in un'Assemblea della Gerarchia cattolica. Francesco sarà infatti al Cairo, in Egitto, per una visita i cui momenti più importanti saranno il faccia a faccia con il presidente, il generale Al-Sisi, e la visita alla moschea di Al-Azhar, considerata un dei luoghi chiave dell'islam. Fuori dalla chiesa verranno posti dei fiori e si pregherà per le vittime dell'esplosione del dicembre scorso. Burke ha poi precisato di non sapere se l'argomento sarà toccato nel colloquio col presidente: "Questa è una questione tra due Stati".

Appello su Regeni? La Santa Sede agisce discretamente - La Santa Sede "quando può viene incontro a richieste per motivi umanitari: però lavora in modo discreto, nella massima discrezione, è successo molte volte".