Palermo. Movimento 5 Stelle, Riccardo Nuti: "Mi autosospendo"

Palermo. Movimento 5 Stelle, Riccardo Nuti:

", Riccardo Nuti, mi autosospendo dal partito dignitoso 5stelle perfino al punto della mia suspense dal Circolazione".

Riccardo Nuti, uno dei tre deputati siciliani del Movimento 5 Stelle rinviati a giudizio per il caso firme false a Palermo, si autosospende dal gruppo alla Camera, fino al termine della sospensione dal Movimento. "Ora non c'è più nulla da strumentalizzare", scrive Nuti sul suo profilo Facebook, non nascondendo la polemica verso il suo Movimento. Così il deputato palermitano del Movimento 5 Stelle Riccardo Nuti, sospeso dal movimento ma non dal gruppo parlamentare dopo lo scandalo firme false. Con la mia scelta, i portavoce del gruppo M5S non avranno l'imbarazzo di doversi esprimere nei miei confronti in inutili riunioni, distanti dall'obiettivo: "la rivoluzione culturale del Paese". Ho capito il giochino politico intorno a partiti e avversari - aggiunge -, per convenzione cui voglio alimentarlo con alcun strada. "Confermo la mia fiducia nella giustizia", "proverò la mia innocenza e la costante fedeltà ai principi del Movimento". Proseguirò, guardando al, la mia fervore dignitoso senza energia risparmiarmi. Continuerò naturalmente a restituire parte dello stipendio destinandolo al fondo, gestito dal Ministero dello Sviluppo Economico, dedicato al microcredito e a cui ho già versato oltre 215.000 euro da inizio legislatura a oggi. Denuncerò nuovamente conflitti intorno a interessi, malaffare e mafie, appena che ho avvenimento con questi raccolta. Ma che significa? Quando si è scoperto che i tre erano indagati, Beppe Grillo ha chiesto loro di autosospendersi per tutelare l'immagine del M5s. Rigettata anche la madre di tutte le accuse davanti all'elettorato grillino: aver parlato male della magistratura: "Non abbiamo fatto dichiarazioni contro la magistratura o contro il candidato sindaco del Movimento cinque stelle", cioè Ugo Forello, che difficilmente uscirà politicamente vivo dalla tempesta palermitana.

Infine, Di Vita annuncia che se dovesse essere condannata già in primo grado rassegnerà le proprie dimissioni: "Nel caso di condanna in primo grado seguiranno prontamente le mie dimissioni come da impegno preso all'atto della candidatura secondo i principi del M5S che ho sempre rispettato, perché ci credo fermamente, da 10 anni a questa parte".