La Turchia ha liberato Gabriele Del Grande

La Turchia ha liberato Gabriele Del Grande

"Non mi è stato torto nessun capello, non ho ricevuto alcun tipo di violenza fisica", ha detto Del Grande, dopo avere abbracciato i familiari.

"Gabriele del Grande è libero". L'espulsione, precisano fonti diplomatiche turche, è stata decisa "dopo il completamento delle indagini" avviate nei confronti di Del Grande. "Anche se nessuno ha mostrato violenza, sono vittima di violenza istituzionale". Sono Gabriele (Del Grande), Giulio (Regeni) e tanti altri, accomunati dal vivere e sentire il problema dei diritti umani in una dimensione mondiale: "una generazione che dobbiamo aiutare nelle loro battaglie, stando al loro fianco". Gli ho parlato adesso, sta tornando in Italia.

Del Grande, 35 anni, originario di Lucca, era stato fermato in Turchia nella provincia sud-orientale di Hatay, al confine con la Siria perché sprovvisto del necessario permesso stampa da richiedere per svolgere il lavoro da giornalista in Turchia. "Quello che mi è successo è illegale, un giornalista privato della libertà mentre sta svolgendo un lavoro in un paese amico", ha spiegato. Ho avuto la gioia di avvisare i suoi familiari. ARRESTATO IN TURCHIA IL 9 APRILE Del Grande è stato arrestato il 9 aprile al confine fra Turchia e Siria, dove si era recato per raccogliere materiale per un libro sui profughi siriani. "Questa notte il collega ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu mi ha comunicato la decisione". "Sono davvero soddisfatto del lavoro che e' stato fatto da tutti e del fatto che Gabriele torni ad essere un uomo libero". Nel frattempo Del Grande viene trasferito a Mugla, sulla costa egea, in un centro di identificazione ed espulsione, il che lascia ben sperare in una rapida risoluzione del caso. La svolta c'è stata nella notte: la notizia l'ha data di prima mattina il governo e poco prima delle undici Gabriele è atterrato a Bologna. Lo scrive su Twitter il presidente del consiglio Paolo Gentiloni. "Non me lo aspettavo - ha dichiarato la compagna Alexandra D'Onofrio a Radio Capital, raccontando della telefonata con il ministro degli Esteri -". I quali hanno lavorato nel riserbo e silenzio in tutti questi giorni.