Google Chrome: un Ad-Blocking integrato nel browser?

Google Chrome: un Ad-Blocking integrato nel browser?

Lo scrive il Wall Street Journal, secondo cui la novità riguarderebbe sia la versione di Chrome per computer, sia quella per smartphone e tablet. Se da un lato però la pubblicità è una necessaria forma di introito, dall'altra gli utenti lamentano che spesso navigando sui siti si è quasi impossibilitati nella navigazione a causa di banner che occupano metà dello schermo, banner pop-up che ci costringono a chiuderli prima di continuare nella lettura, video che partono in riproduzione senza il nostro consenso e countdown senza senso che bloccano per alcuni secondi la pagina "prima di poter continuare".

È più complesso però capire quali saranno le conseguenze per i media online, soprattutto quelli di qualità ma di piccole dimensioni che, pur offrendo contenuti validi su mercati verticali, si avvantaggiano attualmente di ricavi provenienti da advertising particolarmente impattanti che verranno sempre meno visualizzati.

Google ha dato ufficialmente il via al rilascio dell'aggiornamento che ci consegnerà Chrome 58. Approfittando della crisi - in apparenza irreversibile - di Internet Explorer, e di un Firefox che inizia a segnare il passo, Chrome si avvia verso un monopolio di fatto.

In questo modo Google potrebbe minare il business di realtà come Eyeo (Adblock Plus), che richiedono il pagamento di un obolo a chi vuole rientrare in una whitelist per essere esclusi automaticamente dal blocco.

La società di Mountain View potrebbe annunciare questa funzionalità entro le prossime settimane dal momento che sono in corso le ultime modifiche e migliorie da parte del team di sviluppatori. Per garantirsi la sopravvivenza, per soffocare l' ambizione degli operatori di adblocker di sviluppare un sistema pubblicitario parallelo, i colossi della Rete che vivono di pubblicità hanno stretto alleanze come la Coalition for Better Ads, per studiare le reazioni degli utenti, per rivedere gli standard dell'accettabilità e tornare a disseminare advertising fruibile, che sappia riconquistare valore stillando attraverso i filtri cognitivi dell'utente.

Google non ha ancora voluto commentare il tweet del membro della Commissione europea. Questo menu contestuale è uguale a sé stesso da tempo immemore ormai, per cui la soluzione che Google sta testando porterebbe una bella svecchiata che, pur non stravolgendo l'esperienza d'uso, risulterebbe senz'altro piacevole e ben accetta.