Erdogan contro Osce, voto più democratico mai visto

Erdogan contro Osce, voto più democratico mai visto

Se la giornata elettorale ha registrato un andamento regolare e ordinato, a fine giornata il Consiglio elettorale supremo ha emesso istruzioni che hanno modificato in modo significativo i requisiti di validità delle schede elettorali, "rimuovendo un'importante salvaguardia e contraddicendo la legge" si legge nella nota.

Se da una parte il parametro dell'elevata affluenza alle urne (più dell'85% dei votanti) avvicina paradossalmente la Turchia ai Paesi più "democratici" del mondo, dall'altra la campagna elettorale si è svolta in un clima indubbiamente sfavorevole per l'opposizione, entro la cornice dello stato di emergenza proclamato pochi giorni dopo il fallito golpe del 15 luglio 2016: già all'indomani del sanguinoso ciclo elettorale del 2015, infatti, gli osservatori definivano la Turchia una democrazia illiberale, dominata da un regime di autoritarismo competitivo. "La Turchia ha preso la sua decisione con quasi 25 milioni di cittadini che hanno votato sì, con quasi 1,3 milioni di scarto".

Oggi i primi ricorsi - Sono annunciati già nella giornata di oggi i primi ricorsi a livello locale del principale partito di opposizione in Turchia, il kemalista Chp, in relazione a possibili brogli nel referendum costituzionale di ieri. Lo ha detto arringando la folla dopo la vittoria di misura (51,2%) del 'sì' al referendum sul presidenzialismo.

Le libertà politiche durante la campagna sono state "ridotte sulla base dello stato d'emergenza" ha detto Tana de Zulueta, a capo della missione ODIHR."Uno stato d'emergenza non dovrebbe mai essere usato per minare lo stato di diritto" ha aggiunto Preda. La dichiarazione di Guven è arrivata poco dopo il discorso in cui Erdogan si era dichiarato vincitore pur non essendo in possesso di risultati ufficiali. Lo riferisce la Cnn turca.

Più dura la presa di posizione dell'Austria, con il ministro degli Esteri, Sebastian Kurz, che ha chiesto di interrompere le trattative per l'ingresso di Ankara nell'Unione Europea.