D'Alfonso indagato per il recupero dell'ex Cofa: "Mi aspettavo un premio"

D'Alfonso indagato per il recupero dell'ex Cofa:

Con lo scopo di dunque l'caso infrazione sarebbe quella sopraffazione d'incarico.

La giunta regionale presieduta da Luciano D'Alfonso deliberò la demolizione delle strutture ricomprese nel complesso ex Cofa, l'ex mercato ortofrutticolo sulla riviera sud di Pescara, alla fine di agosto del 2014, "ai fini di un ormai dovuto risanamento dell'area e della sua contestuale valorizzazione - si leggeva in delibera - sia per il raggiungimento degli obiettivi finanziari della Regione sia per il conseguimento della migliore destinazione del bene e della sua pronta utilizzazione in coerenza con gli obiettivi di sviluppo del territorio e con l'interesse della collettività". "Attendo con insuperabile tranquillità l'evolversi della vicenda che giudico documentalmente improbabile", commenta D'Alfonso.

Le indagini, condotte dalla squadra mobile di Pescara, riguarderebbero una pratica urbanistica rilasciata dal Comune di Pescara sull'ipotesi di recupero attraverso uno strumento pubblicoprivato della zona, sul quale c'è stato anche uno scontro politico.

"Per quello che ho fatto all'ex Cofa - dice D'Alfonso interpellato sulla vicenda - mi aspetto la cittadinanza onoraria". Se è vera la notizia, ne sarà vera subito un'altra: la posizione assolutamente meritoria della Regione, che ha demolito un manufatto abbandonato e divenuto ricovero per senzatetto, oltre che oggetto d'emergenza ambientale. A quanto si apprende, gli indagati sarebbero stati già interrogati nei giorni scorsi. "Per questo motivo attendo con insuperabile tranquillità l'evolversi della vicenda che giudico documentalmente improbabile".

L'inchiesta ha avuto egli espansione, più tardi il trasporto presso banda della rappresentanza aquilana ai colleghi pescaresi emersi nell'spazio della maxi interrogatorio dei pm del capoluogo sulla amministrazione degli appalti pubblici intanto che la presidenza D'Alfonso. In particolare, secondo quanto si è appreso, tra il materiale d'indagine ci sarebbero intercettazioni ritenute "interessanti".

Sull'zona dell'decaduto Cofa è divampata una forza anteriormente per singolo presso M5s pertinente ancora il idea della alta società Pescaraporto verso la coronamento un insieme edilizio nell'zona decaduto Edison, nonostante la fattura tre edifici sette piani. Pescaraporto risulta intestata a due società minori: Viana, di cui sono azionisti i costruttori Andrea e Luca Mammarella e Uropa, di cui sono soci Ugo, Roberto e Paola Milia, figli dell'avvocato di D'Alfonso, Giuliano Milia.