Apple realizzerà i futuri iDevice con materiali riciclati

L'azienda attraverso la voce di Lisa Jackson, vicepresidente per lo sviluppo, ha annunciato l'obiettivo: "Stiamo facendo una cosa che siamo soliti non fare, cioè annunciare una nostra volontà ancor prima di averla sviluppata, ma la costruzione di iDevice con materiali riciclati rappresenta il nostro futuro". Ad annunciarlo è la stessa Apple nell'annuale 'Report sulla responsabilità ambientale' pubblicato in vista della Giornata mondiale della Terra che si celebra domani.

Tanti sono stati gli sforzi anche per utilizzare carta riciclata, con Apple che nel 2016 ha utilizzato il 62% di carta di questo tipo per tutti i suoi imballaggi. Nel 2016, il 96 per cento dell'elettricità che Apple usa nelle sue strutture in tutto il mondo è stato fornito da fonti rinnovabili, e in 24 Paesi la percentuale è del 100%. "Oggi abbiamo sette importanti fornitori che si sono impegnati a gestire, entro la fine del prossimo anno, tutta la loro produzione legata ad Apple con energia rinnovabile", si legge nella nota.

Apple sta sviluppando nuove tecniche di riciclo, come Liam, la linea di robot di disassemblaggio, in modo da poter utilizzare al meglio i materiali recuperati nei nuovi prodotti.

Apple non si limita soltanto a ridurre l'uso della carta ma favorisce anche la protezione del verde con foreste con certificazione Fsc (Forest Stewardship Council) negli Stati Uniti e in Cina. È questa la direzione che la tecnologia dovrebbe prendere. Dal momento che si tratta di uno speciale formato di immagine, che sta diventando sempre piu' popolare, Apple ha deciso di lavorare per espandere l'integrazione di questo tipo di contenuto.

"Con l'impegno a produrre nuovi dispositivi con materiali al 100% riciclati la Apple è la prima azienda del settore It ad assumere piena consapevolezza del grave impatto ambientale generato dalla produzione di apparecchi elettronici". Ma crediamo sia davvero importante farlo.

La relazione conferma quanto detto ieri da un dirigente dell'azienda: Apple ha l'obiettivo di passare da una catena di approvvigionamento a una catena chiusa che eliminerà la necessità di affidarsi all'estrazione di materie prime nelle miniere presenti soprattutto nel territorio africano.