15 aprile 1967. Totò, 50 anni senza il "Principe"

15 aprile 1967. Totò, 50 anni senza il

Antonio De Curtis, in arte Totò, si spegneva a Roma 50 anni fa.

Dalla sezione Genio tra i geni allestita al Maschio Angioino, dove sono visibili i disegni che Federico Fellini gli dedicò, a Totò che spettacolo (Palazzo Reale) che, grazie a costumi originali, filmati, installazioni multimediali e il baule che aveva sempre con , riporta in scena la sua voce e le sue inconfondibili smorfie.

Oltre a Palazzo Reale, pure il Museo Civivo di Castel Nuovo (Maschio Angioino) e il Convento di San Domenico Maggiore saranno partecipi della mostra, curata da Alessandro Nicosia, che ha coordinato pure la direzione generale del progetto, insieme al giornalista Vincenzo Mollica.

COSTO DEL BIGLIETTO: singola mostra € 6, under 26 € 4; biglietto integrato per le tre mostre: intero € 12, ridotto under 26 € 9.

"Totò genio artistico senza pari, ma i film che interpretava erano (e rimangono) brutti". Saranno esposte anche quattro poesie inedite che mettono in luce il Totò più intimo e lontano dai riflettori e dall'immagine di Principe della risata, quello che rifugiava sentimenti e sensazioni nella poesia o nelle canzoni.

Nel 2017 ricorre il cinquantesimo anniversario della morte del Principe Antonio de Curtis, in arte Totò e per l'occasione, la Fondazione di Comunità San Gennaro, la Regione Campania e la Fondazione Campania dei Festival organizzano una serie di eventi per ricordare l'artista nel suo amato Rione.

Paolo Montanari nella conferenza traccerà i momenti più importanti della vita di Totò, supportato da riflessioni del grande attore napoletano e contributi visivi. "Toto' l'uomo tutto di un pezzo che ha lasciato un grande vuoto". In lui vedeva un artista senza tempo. Il genio di Totò stava anche nel sapere interpretare ruoli diversi da quelli della comicità. La sua fu una carriera lastricata da successi tra teatro e cinema, con 97 film al cinema che hanno sbancato i botteghini per decenni, collaborando con tutti i maggiori artisti della sua epoca. "Toto' e' un personaggio che ha unito l'Italia". Esordisce sui palcoscenici periferici di Napoli già nel 1913, ma è solo dopo la Grande Guerra (sotto le armi ma lontano dal fronte) che abbraccia il suo destino sul palcoscenico della Sala Napoli scritturato da Eduardo D'Acierno. Non si può far ridere se non si conoscono bene il dolore e la fame, il freddo, l'amore senza speranza, la disperazione della solitudine di certe squallide camerette ammobiliate alla fine di una recita in un teatrucolo di provincia; e la vergogna dei pantaloni sfondati, il desiderio di un caffellatte, la prepotenza esosa degli impresari, la cattiveria del pubblico senza educazione.