Sisma, le pecore pascolano a Montecitorio. Protesta degli allevatori e degli agricoltori

Sisma, le pecore pascolano a Montecitorio. Protesta degli allevatori e degli agricoltori

"Per il rilancio delle aree colpite sono inoltre necessarie - dice Coldiretti Abruzzo - massicce misure di sostegno con sgravi fiscali per famiglie, imprese e per chi investe nelle aree terremotate, oltre a incentivi per favorire e accelerare la ripresa e i flussi turistici, con la detraibilità delle spese sostenute dai turisti per i soggiorni nelle strutture ricettive agrituristiche e un sostegno ai consumi dei prodotti delle aree colpite" perchè, come ha evidenziato il presidente nazionale Roberto Moncalvo questa mattina "se vogliamo ripristinare l'intreccio fra storia/cultura, ambiente, agricoltura che ha consentito a queste zone di vivere e prosperare, bisogna sostenere il suo 'cuore' agricolo'". Presene anche una delegazione dal Reatino, da Amatrice e Accumoli. Con loro nella protesta a Montecitorio sono scesi anche i sindaci dei Comuni colpiti dal sisma. Intanto non sono mancate da parte dell'organizzazione alcune attività per coinvolgere le persone e per far comprendere a tutti la situazione critica in cui si trovano allevatori e contadini: è stato allestito un tavolo dove sono stati portati alcuni prodotti tipici locali salvati dalle macerie, dalle lenticchie di Castelluccio, al pecorino Amatriciano a quello di Farindola, tutto ciò per sottolineare che le difficoltà del mercato locale, provocate dalla crisi del turismo e dall'emigrazione forzata, possono portare alla scomparsa di tali prodotti. Su uno striscione si legge: "Regione Marche peggio del terremoto". I manifestanti hanno portato con loro anche alcune pecore sopravvissute al crollo delle stalle.

In piazza proiettato il filmato-denuncia #stalletradite sui gravi ritardi della ricostruzione nelle aree rurali dove si sommano inefficienze, incompetenze e furberie.

Il report Coldiretti #stalletradite ha divulgato che l'85% del bestiame non può ancora essere ospitato nelle stalle provvisorie, ma sono obbligati al freddo, con il rischio di ammalarsi e morire, la produzione di latte è diminuita 30% a causa dello stress provocato ai bovini dal freddo e dalla paura delle scosse.

"Terremoto e maltempo, una combinazione letale - continua Moncalvo - un'emergenza che distrugge anche i terreni degli agricoltori". In difficoltà sono pure le coltivazioni, dai pregiati ulivi "Doc" alle rinomate produzioni di cereali e legumi.