"Presidente, ci aiuti": il video-appello dei disabili siciliani a Mattarella

Queste alcune frasi rivolte al capo dello Stato.

"Siamo stanchi e vessati".

E' un grido di disperazione la lettera che don Antonio Magnoli, prorettore del Santuario di Polsi, ha scritto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione della sua visita nella Locride, domenica 19 marzo, per incontrare i familiari delle vittime innocenti delle mafie. "Gentile presidente della Repubblica siamo Alessio e Gianluca Pellegrino, due fratelli disabili - inizia l'apppello on line pubblicato sulla pagina Facebook dei fratelli disabili divenuti famosi per le interviste delle Iene che hanno portato alle dimissioni dell'assessore Gianluca Miccichè - viviamo da soli da tre anni".

"Siamo Federico e Debora, genitori di un bambino autistico e per avere un'adeguata assistenza dobbiamo quotidianamente lottare contro istituzioni sorde e insensibili, al limite della crudeltà", denunciano. "Lottiamo ogni giorno, gridiamo contro un sistema inaffidabile che ci tratta da stupidi", aggiungono. I due fratelli si sono fatti portavoce di tutti quei disabili che, con le loro famiglie, continuano a vivere infiniti disagi per la mancanza di assistenza e supporto di cui avrebbero bisogno.

L'appello si conclude con la richiesta di "aiuto" da parte di tutti i partecipanti al video. "Lei presidente è il nostro garante, i suoi figli, gli ultimi, i più deboli, trattati come merce di scambio, le stanno gridando aiuto", dicono i disabili. "La nostra Sicilia, la nostra terra ci sta tradendo", incalzano i fratelli Pellegrino. Il filmato si è concluso con l'amara riflessione, "la nostra Sicilia ci sta tradendo", ma anche con un invito alle istituzioni e in particolare al capo dello Stato: "Se siamo una priorità ce lo dimostri scuota le coscienze".