Per la segreteria dem sfida a tre: Emiliano, Orlando e Renzi

Il suo tentativo è una piattaforma sul web: "La voglio chiamare 'Resistenza'". "Noi sentiamo il patriottismo, parolaspesso fraintesa a sinistra", aggiunge, presentando il titolodella sha mozione congressuale per la segreteria Pd. Perché i processi non si fanno sui giornali", ha spiegato Renzi, "La persona in questo momento è in carcere per me è un cittadino innocente. "In buona parte gli italiani sono coinnestati col Sud", sottolinea. E sono necessariamente ottimista perché avverto nei nostri confronti un consenso e un interesse crescenti da parte di iscritti la cui provenienza, rispetto soprattutto ai precedenti congressi, è assolutamente eterogenea. Nel Pd è "finita l'epoca della rottamazione - continua - e comincia l'epoca della ricostruzione, dell'amicizia e dell'armonia". La presiede Gianni Dal Moro che è anche il garante del Pd isolano.

"Dopo le due pesanti sconfitte, alle amministrative e al referendum - ha detto Valerio Fabiani - l'unico modo che conosco è rialzarsi, capire le ragioni che le hanno determinate e muoversi verso il cambiamento".

"Si vada a sentenza - dice Renzi - Ci sono politici che sperano che le cose cadano nel dimenticatoio". Renzi porterebbe a casa oggi il 58% dei voti, Orlando il 17% e Emiliano solo il 5% (mentre il 20% degli intervistati si dichiara indeciso o non risponde). Insieme ai cuoperliani, che hanno già scelto sotto le Torri di appoggiare Orlando, anche la componente Pd vicina al Professor Romano Prodi sceglie dunque lo sfidante di Renzi. "E se non riuscissimo, proporremmo al Pd di fare le primarie per i capilista". "Se sarò segretario del Pd escludo di fare alleanze con Forza Italia". Il mio rapporto con Renzi?

Altra priorità, afferma Orlando, sarà "il ripensamento dell'assetto territoriale del paese, dobbiamo mettere i territori nelle condizioni di vincere questa sfida. Sono convinto che è necessaria la riconnessione con il mondo del lavoro". Fino a qualche settimana fa, nei sondaggi viaggiava intorno al 60-70% delle preferenze, ma negli ultimi giorni, anche complice l'inchiesta Consip, che vede coinvolto il padre e politici a lui vicinissimi per un presunto giro di corruzione, i consensi che gli vengono attribuiti sono scesi parecchio e per Termometro Politico viaggerebbero al 55%, sopra la soglia minima del 50% per ottenere la maggioranza assoluta dei delegati in assemblea, ma non a percentuali rassicuranti.

Questo pero', viene spiegato, non cancella lo strappo vissuto nel passaggio di consegne fra Enrico letta e Matteo Renzi a Palazzo Chigi. Dieci anni fa si è fatto due mesi in carcere e poi gli hanno detto che era innocente: l'imprenditore si chiama Romeo, l'assessore che si è suicidato si chiama Nugnes. Se il segretario diventa premier deve lasciare la segreteria" ha ribadito chiarendo che non ha nessuna intenzione di lasciare il suo posto a via Capruzzi, di abbandonare la Regione, insomma "perché sono stato eletto dal popolo. Ma questo è il minimo sindacale.