Nasce il reddito di inclusione: fino a 480 euro al mese

Nasce il reddito di inclusione: fino a 480 euro al mese

Il reddito di inclusione costituisce una misura unica a livello nazionale subordinata alla prova dei mezzi e all'adesione a "un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa finalizzato all'affrancamento dalla condizione di povertà".

La sperimentazione del Sostegno per l'Inclusione Attiva nelle 12 città con più di 250mila abitanti nasceva con l'esplicita finalità di contrastare la povertà assoluta e prevede l'erogazione di un beneficio economico alle famiglie in condizioni economiche disagiate con figli minori o con disabilità grave o con donne in stato di gravidanza accertata o con persone di età superiore a 55 anni in stato di disoccupazione.

Il testo approvato contiene anche la delega per il riordino delle prestazioni di natura assistenziale e per il rafforzamento degli interventi dei servizi sociali garantendo in tutto il territorio i livelli essenziali delle prestazioni. Si tratta di una legge per armonizzare a livello nazionale gli interventi contro la povertà e venire incontro alle migliaia di famiglie che vivono sotto il livello di povertà.

Coinvolte 400mila famiglie - Il Rei dovrebbe raggiungere nel 2017 quasi due milioni di persone in 400mila famiglie con circa 800mila minori interessati. "Ancora una volta sono queste le priorità dell'agenda politica del Parlamento e del Governo", assicura in una nota Salvatore Capone, deputato PD, dopo l'ok al reddito di inclusione sociale.

Il reddito di inclusione sarà assegnato ai nuclei familiari che possiedono determinati requisiti. Ciascuno di essi avrà diritto a percepire fino a 480 euro al mese.

Il SIA era una misura sperimentale che prevedeva una contribuzione statale di 400 euro mensili per le famiglie indigenti che vivessero solo in alcune delle più grandi città italiane: Milano, Roma, Bari, Catania, Genova, Verona, Bologna, Napoli, Palermo, Torino, Venezia e Firenze.

Lei dice questo ma il ministro Poletti ha parlato di decisione storica, con l'introduzione del reddito di inclusione. L'Italia, insieme alla Grecia, è arrivata al 2017 restando l'ultimo paese che non aveva una misura di sostegno al reddito dei poveri.

Quindi il governo su questo tema della povertà ha imboccato la strada giusta? La decisione del Governo è dunque un segno positivo perché finalmente la povertà è entrata concretamente nell'agenda politica, e perché c'è un impegno di spesa importante, anche se largamente insufficiente.

A beneficiarne saranno i nuclei familiari individuati sulla base della condizione economica valutata attraverso l'ISEE e della soglia di riferimento per l'individuazione della condizione di povertà, nel rispetto dei limiti imposti dalle disponibilità finanziarie.