Indagati il direttore del Sole 24 Ore Napoletano e altri 9

Come ha scritto la Repubblica, in uno dei tre esposti alla Consob presentati, fra gli altri (anche da Adusbef) dal giornalista Nicola Borzi, si segnalava l'ultima perizia sugli attivi patrimoniali era firmata, come accadeva da anni, dal professore di finanza aziendale alla Bocconi (e consigliere d'amministrazione di Mediobanca) Mauro Bini: "avrebbe dato un esito iniziale negativo, nel senso che avrebbe evidenziato una svalutazione patrimoniale nell'ordine dei 50 milioni, di dimensioni comunque tali da intaccare sensibilmente il patrimonio societario (...) esponenti di rilievo e dirigenti del gruppo avrebbero chiesto all'estensore o a terzi di rivedere i risultati di questa perizia in senso non pregiudizievole alla propria stabilità patrimoniale".

Nel secondo filone, che scandaglia il rapporto tra il gruppo del Sole 24 Ore e la società inglese Di Source Limited (incaricata di raccogliere e attivare gli abbonamenti digitali) sono indagati - "per l'ipotesi di reato di "appropriazione indebita" (complessivamente sinora stimata in poco meno di 3 milioni di euro), aggiunge il Corriere della Sera - l'ex direttore dell'area digitale del gruppo Sole 24 Ore, Stefano Quintarelli, attuale deputato eletto nella lista Scelta Civica per l'Italia; l'ex direttore finanziario del gruppo editoriale, Massimo Arioli; l'ex direttore dell'area vendite, Alberto Biella; Filippo Beltramini, direttore di una società inglese (Fleet Street News Ltd) interamente controllata da Di Source Limited, e responsabile dei rapporti con i clienti italiani della Di Source; il commercialista Stefano Poretti; e il fratello del deputato ex montiano, l'imprenditore Giovanni Quintarelli". Al centro dell'inchiesta una presunta fittizia sottoscrizione di decine di migliaia di abbonamenti digitali. Il cda dell'azienda ha convocato un'assemblea straordinaria degli azionisti.

In riferimento alle comunicazioni della Procura di Milano, Confindustria - si legge in una nota della confederazione presieduta da Vincenzo Boccia - "conferma piena fiducia alla magistratura nella sua azione e ribadisce la necessità che venga fatta la più ampia chiarezza sui fatti passati relativi al Sole 24 Ore". Nell'ambito dell'accusa di false comunicazioni sociali, tra l'altro, i pm nel decreto parlano di un "ruolo preponderante" di Napoletano.

Futuro nero per il Sole 24 Ore. Il numero dichiarato dai vertici del gruppo nel marzo 2016 non venne conteggiato da Ads, la società che si occupa di certificare i dati di vendita dei giornali. Altre 24 mensilità di stipendio nell'eventualità in cui l'azionista di maggioranza non fosse più Confindustria. I reati contestati sono, dunque, false comunicazioni sociali e appropriazione indebita.

Nell'inchiesta risultano indagate complessivamente nove persone.