Il Sole 24 Ore, Napoletano e Caltagirone

Per la parte relativa alle copie gonfiate e quindi per il reato di appropriazione indebita, sono indagati l'ex direttore dell'area digitale Stefano Quintarelli, l'ex direttore del gruppo editoriale Massimo Arioli e l'ex direttore dell'area vendite Alberti Biella. Nell'ambito dell'accusa di false comunicazioni sociali, tra l'altro, i pm nel decreto parlano di un "ruolo preponderante" di Napoletano. Al centro dell'inchiesta c'è la vicenda degli oltre 109 mila abbonamenti digitali al quotidiano economico, sottoscritti tra il 2013 e il 2016 tramite la società inglese Di Source Limited.

E ancora il cdr "chiede l'uscita del direttore Roberto Napoletano dal giornale". "Ritengo che il giorno in cui dovessimo perdere il Gruppo Sole 24 Ore la nostra credibilità finirebbe davvero ai minimi termini", aveva commentato lo scorso autunno Giuseppe Zigliotto di Confindustria Vicenza. In particolare c'era il sospetto che il gruppo pagasse una società britannica per acquistare migliaia di abbonamenti del quotidiano: il numero gonfiato delle copie vendute e diffuse avrebbe permesso poi di vendere la pubblicità a cifre più alte. Sono anni, infatti, che il Sole 24 Ore naviga in pessime acque, con bilanci in rosso (circa 60 milioni l'ultima perdita, 350 quelli cumulati negli ultimi anni) ed un piano di risanamento che stenta a decollare.

Nel corpo dell'articolo del Corriere della Sera si legge: "Senza contare che eventuali altri gruppi editoriali interessati alla partita (si fa il nome per esempio di Caltagirone) difficilmente entrerebbero come soci di minoranza". Ne era nata una querelle con i giornalisti, che hanno da tempo sfiduciato il direttore ed inanellato una serie di scioperi per protestare contro la cura dimagrante.

Resta da vedere se l'iniziativa di Napoletano, iscritto nel registro degli indagati nell'inchiesta sulle false comunicazioni sociali (insieme all'ex presidente del Gruppo Benedini e all'ex ad Treu) sarà ritenuta sufficiente dalla redazione che è scesa in sciopero chiedendone l'allontanamento.

Mentre gli azionisti cercavano di reperire le risorse per salvare il gruppo, che comprende il Sole 24 Ore, l'agenza di stampa Radiocor e Radio 24, ed è controllato da Confindustria, sono emersi altri dettagli imbarazzanti sulla gestione del giornale negli anni passati.