CRISI DIPLOMATICA Tensione Europa-Turchia, le minacce di Erdogan

CRISI DIPLOMATICA Tensione Europa-Turchia, le minacce di Erdogan

Così il portavoce presidenziale Dmitri Peskov ripreso dalle agenzie: "Chiediamo all'Aja e ad Ankara di avere moderazione e una posizione costruttiva per la "de-escalation" delle tensioni tra i due paesi". Il disegno di legge spianerebbe la strada a Erdoğan per restare in carica sino al 2029. Nella città si sono scatenate violente proteste e scontri tra manifestanti turchi e polizia dopo che si è diffusa la notizia dell'espulsione. "Se i turchi insistono ad alzare la tensione risponderemo adeguatamente". Cavusoglu, che si trova a Metz, in Francia, dove è arrivato ieri, ha aggiunto che si attende critiche da parte dell'Ue sull'incidente che ha descritto come "fascista". "In realtà il nazismo è vivo e vegeto in Occidente" ha dichiarato il presidente turco. Le modifiche permetterebbero a Erdogan di restare presidente per altri due mandati, fino al 2029, come capo dell'esecutivo e con il potere di nominare i giudici, sciogliere il Parlamento e decretare lo stato d'emergenza.

Fatma Betül Sayan Kay, responsabile del Dicastero della famiglia in Turchia, è stata fermata dalla polizia nei pressi di Rotterdam, dov'era attesa dal console e da alcuni compatrioti. Il primo ministro danese Rasmussen ha infatti "proposto" al suo omologo turco Yildirim di rimandare la visita a Copenaghen. Dobbiamo ricordare che è stata proprio la Mogherini ad aver negoziato il pagamento dei 3 miliardi di euro alla Turchia per compiacere il suo filtraggio dei flussi migratori ed è stata sempre l'Alto rappresentante a continuare imperterrita i negoziati per l'ingresso della Turchia - una regione asiatica - nell'Unione europea... Ma riconosce che "non è stato facile" prendere questa decisione perché la Turchia "è un alleato della Nato, ma sotto minaccia e ricatto, ovviamente, non si può parlare". Elezioni che vedono in campo il Partito della Libertà (PVV), formazione di destra anti europeista e xenofobo guidato da Geert Wilders, contrapposto al Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia dell'attuale premier Mark Rutte. La crisi diplomatica potrebbe però anche rivitalizzare la campagna dei nazionalisti, che negli ultimi giorni si stava spegnendo. Un ulteriore sondaggio pubblicato questa mattina dà comunque in vantaggio i liberali.

Il premier Rutte, dal canto suo, ha sottolineato più sobriamente che "i comizi di propaganda (per il referendum turco, ndr) debbono svolgersi secondo le regole". Un ottimo colpo in vista del referendum di aprile.