Vasto: uccide investitore della moglie dopo "campagna d'odio" sui social?

Vasto: uccide investitore della moglie dopo

La pistola utilizzata per l'omicidio, avvolta in una busta di plastica, e' stata ritrovata vicino alla tomba di Roberta Smargiassi. Almeno quattro i colpi di pistola esplosi all'indirizzo del giovane, ucciso davanti alla porta di ingresso di un locale, il "Drink Water", in via Perth.

D'Elisa era imputato di omicidio stradale ed era stato rinviato a giudizio qualche mese fa: a breve avrebbe avuto la prima udienza dal gup. Il tutto è iniziato il primo luglio scorso, quando la 34enne Roberta Smargiassi si scontrò con il suo scooter con la Fiat Punto di Italo D'Elisa, all'incrocio tra corso Mazzini e Viale Giulio Cesare, a Vasto. Esiguo discosto Nel corso di Lello cosa si è consegnato senza autorizzazione eccepire consistenza. Si è fatto giustizia da sé. La magistratura di Vasto aveva aperto un fascicolo per omicidio colposo.

In seguito l'uomo sembrerebbe essersi messo in contatto telefonico con il suo avvocato al quale avrebbe riferito il posto in cui si trovava. Con queste parole il Maggiore Giancarlo Vitiello, dei carabinieri di Vasto, racconta la tragedia che ieri si è consumata nella sua città. Anzi, era strafottente con la moto: "dava fastidio al marito di Roberta e quando lo incontrava, accelerava sotto i suoi occhi" ha spiegato l'avvocato Giovanni Cerella, difensore di Fabio Di Lello, l'uomo che mercoledì ha ucciso a colpi di pistola D'Elisa. Gli stessi giornalisti che lanciano crociate contro "l'uomo violento", ora si stanno affrettando a stroncare il gesto - sbagliato - di un uomo che ha spezzato un'altra vita, oltre a quella della moglie e forse anche alla sua. E poco importa se Italo, senza pericolo di fuga, inquinamento delle prove o possibilità di reiterazione del reato, era normale che non si trovasse in carcere. I due si erano sposati a ottobre del 2015. Sì perché, per la piazza virtuale e non solo, il responsabile era lui, il ventunenne vastese ucciso ieri, già volontario del soccorso, reo di aver travolto e ammazzato Roberta.

L'impatto è stato molto violento e la ragazza sbalzò di sella schiantandosi contro il semaforo che regolava l'incrocio, ricadendo pesantemente sull'asfalto. Intanto il 36enne si trova in stato di fermo in attesa dell'interrogatorio di garanzia. "Hanno trasformato il nostro dolore e la sua morte come fosse un videogioco", continuava Fabio,"mi chiedo, dov'è giustizia?"