Terremoto: arrestata l'ultima persona rimasta a Pescara del Tronto

Terremoto: arrestata l'ultima persona rimasta a Pescara del Tronto

Per questo Enzo Rendina è stato arrestato con l'accusa di interruzione di pubblico servizio per non aver ottemperato all'ordine del sindaco di Arquata del Tronto di evacuare il territorio comunale a seguito delle scosse del 30 ottobre scorso. Stamane è comparso davanti algiudice del tribunale di Ascoli Marco Bartoli per il processoper direttissima. Un atto che comunque non ha fatto cambiare idea a Rendina che aveva scelto di rimanere lì, prima sotto una tenda della protezione civile e poi in una dei vigili del fuoco.

In tanti hanno provato a convincerlo che per la sua stessa incolumità avrebbe dovuto lasciare il paese, tra cui il prefetto e il questore di Ascoli, il sindaco di Arquata, e persino il commissario per la ricostruzione Vasco Errani, ma non c'è stato verso. Anche se dopo il 24 agosto, e con le successive forti scosse, di Pescara non rimaneva quasi niente. L'uomo è stato poi rimesso in libertà. Per questo motivo aveva deciso di spostarsi in una tendopoli a Borgo d'Arquata, ma ancora una volta aveva ribadito di non voler lasciare i luoghi a cui appartengono le sue radici: "Mi assegneranno una casa, ma non ho fretta: devo tranquillizzarmi, riprendermi da 70 giorni vissuti come un cinghiale, da solo, lavandomi con l'acqua gelata della montagna".

Il giudice ha convalidato l'arresto e rinviato al prossimo 20 marzo. La richiesta di abbandonare la tenda era già stata fatta in diverse occasioni a Enzo Rendina, ma in quell'occasione l'uomo, oltre a rifiutare, si era anche opposto fisicamente, e da qui l'accusa nei suoi confronti.

Secondo il legale, invece, si è trattato di "un arresto assurdo, di un uomo che ha la sola colpa di essere innamorato della propria terra e che lì vuole vivere".