Terna, preliminari 2016 e piano al 2021(con politica dei dividendi)

Terna, preliminari 2016 e piano al 2021(con politica dei dividendi)

Infine, si prevede un utile per azione (EPS) di circa 34 centesimi di euro.Il Piano Strategico 2017-2021 prevede il consolidamento nelle attività non regolate di un approccio industriale fondato sulle competenze distintive del gruppo, posizionando Terna sempre più come un Energy Solution Provider.

Il gruppo ha annunciato che nei prossimi 5 anni prevede investimenti per lo sviluppo della rete elettrica pari a circa 4 miliardi di euro, superiori di circa il 30% rispetto a quanto previsto dal precedente piano strategico. Prevista una crescita annua del 3% dei dividendi, con un pay-out complessivo nell'arco di piano inferiore al 70%. Entro il 2021 saranno poi avviati sia il progetto che collega Sardegna, Corsica e Italia (il Sacoi3) sia l'interconnessione elettrica fra Italia e Austria. Con questi risultati verra' garantito un Free Cash flow di circa 2 miliardi nell'arco di piano, che contribuira' alla flessibilita' necessaria per sostenere un'attrattiva politica dei dividendi.

Per il 2017 gli investimenti si attesteranno a circa 900 milioni di euro, mentre i ricavi sono previsti a circa 2,25 miliardi di euro, con un Ebitda di circa 1,58 miliardi di euro.

Il valore degli asset regolati (RAB) arriverà a 15,6 miliardi di euro nel 2021, con un tasso di crescita media annua nell'arco di piano di circa il 2%. La struttura finanziaria di Terna restera' solida, evidenzia il comunicato, col rapporto debito netto/Rab che rimarra' al di sotto del 60 per cento. I ricavi consolidati sono cresciuti a 2,1 miliardi di euro, dai 2,08 miliardi di euro del 2015.

L'Indebitamento finanziario netto si attesta nel 2016 a circa 8 miliardi di euro, in linea con il dato registrato a fine 2015 (8.003 milioni di euro). Il margine operativo lordo, secondo i dati preliminari, è di 1,54 miliardi di euro, in linea con il dato del 2015 (1.539 milioni di euro) e leggermente superiore alle linee guida da previsioni (1,53 miliardi di euro).

"Si è chiuso un anno importante - ha detto la presidente, Catia Bastioli - in cui, con l'inaugurazione delle Sorgente-Rizziconi (la linea che unisce la Sicilia al resto della penisola e quindi all'Europa attraverso il sistema elettrico italiano ad alta tensione, ndr.), abbiamo eliminato l'ultimo grande collo di bottiglia che separava le zone del mercato elettrico italiano. Oggi, però, il mondo dell'energia è in profondo cambiamento e la fase di transizione energetica che stiamo vivendo ci pone di fronte a nuove sfide", afferma l'amministratore delegato Matteo Del Fante. "Per questo motivo nei prossimi anni ci focalizzeremo sull'ulteriore rafforzamento delle linee in Italia e sullo sviluppo delle interconnessioni con l'estero, per continuare a generare benefici per imprese e cittadini, nel rispetto dell'ambiente". L'obiettivo resta "garantire un'attrattiva remunerazione" agli azionisti.