Telecomunicazioni a rischio, lavoratori in piazza

La rottura del tavolo negoziale sul rinnovo del contratto nazionale del lavoro delle Telecomunicazioni, già scaduto a dicembre del 2015, pone in serie difficoltà i lavoratori del settore rispetto alle proposte di Asstel. Assotelecomunicazioni-Asstel hanno diffuso un comunicato che conferma lo stop ai servizi previsto per domani, a cui aderiranno CGIL, CISL e UIL.

Le aziende coinvolte sono quelle che gestiscono direttamente le telecomunicazioni e le aziende che forniscono servizi a queste. Potranno dunque subire ritardi servizi come il passaggio da un operatore all'altro o l'attivazione di opzioni tariffarie, mentre assistenza tecnica e customer care saranno invece forniti come di consueto. Tra le altre, Tim, Vodafone, Fastweb, Sky Italia, WindTre, Almaviva, Exprivia e Bt Italia.

Come evidenzia il vice responsabile della Federazione, Antonio Vitti, "con manifestazioni nelle principali città italiane - prosegue la nota- sono in piazza i lavoratori delle più grandi aziende di settore, a partire dai dipendenti Tim che contestano anche la disdetta da parte aziendale del contratto di secondo livello e le posizioni unilaterali assunte dai vertici dopo l'incontro a Roma con i sindacati ed il coordinamento nazionale delle rsu, relative a: riduzione di ferie, permessi retribuiti ex festività, mancato pagamento ai tecnici delle indennita' di mancato rientro, riduzione delle indennita' di trasferta, orari di lavoro, reperibilità". La presente comunicazione viene effettuata, ad assolvimento degli obblighi di informazione ivi previsti, ai sensi e agli effetti dell'art 2 della legge 12 giugno 1990, n.146 "Norme sull'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e sulla salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati" e dell'art.

Sciopero dei lavoratori del settore telecomunicazioni indetto dai sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom.