Smog a Torino, Legambiente: "La Regione approvi il piano antismog"

Smog a Torino, Legambiente:

#### La città immaginata da Legambiente, spiegata nel dossier Mal'aria, si basa su 10 idee innovative e proposte anti-smog che l'associazione ambientalista ha presentato oggi a Bologna alle Regioni dell'area padana riunite con il ministro dell'Ambiente Galletti per un incontro governativo sulla qualità dell'aria e le azioni unitarie da adottare nel bacino padano. Nel documento si legge che nei primi 25 giorni di gennaio sono 9 le città italiane che hanno registrato oltre 15 giorni di superamento del limite giornaliero previsto per le polveri sottili. Torino l'anno scorso è stata la città italiana con la peggiore qualità dell'aria, con ben 89 superamenti in periferia Nord, primato che non stupisce se si considera la posizione della città subalpina, collocata in una delle pianure più urbanizzate e meno ventilate d'Europa, chiusa tra Alpi e Appennino settentrionale. Maglia nera a Cremona, seguita da Torino e Frosinone.

"L'emergenza smog - dichiara Rossella Muroni, la presidente nazionale di Legambiente - difficilmente si potrà risolvere con interventi sporadici che di solito le amministrazioni propongono in fase d'emergenza tra targhe alterne, blocchi del traffico, mezzi pubblici gratis, come avviene attualmente in gran parte delle città italiane, e senza nessuna politica concreta e lungimirante".

Aria sempre irrespirabile, ieri Pm10 (le famigerate polveri sottili) hanno sfondato quota 200 microgrammi per metrocubo (213 per la precisione), a fronte di un valore limite consentito di 50.

Un picco che supera di quasi tre volte il limite indicato dall'Unione europea di 50 microgrammi per metro cubo (ma che non è un record assoluto: nel 2016 si è raggiunto infatti anche il valore di 170).

- Intervenire su industrie e aree portuali. "Poi è chiaro che i risultati non si vedono in due anni". L'arrivo di una serie di perturbazioni atlantiche sarà responsabile di un graduale calo dei livelli di Pm10 e PM2,5 in atmosfera. La verità, forse, è che prima di creare le regole sarebbe opportuno educare la popolazione all'ecologia e al rispetto del pianeta, che poi è anche rispetto di sè, senza dimenticare, però, che in assenza degli incentivi giusti, non tutti hanno la possibilità economica di gestire la propria vita, le proprie aziende e i propri autoveicoli nella maniera più eco possibile. Le misure emergenziali contro lo smog prevedono, oltre al blocco dei veicoli più inquinanti (diesel euro 3 ed euro 4 dal 2018), anche l'obbligo di riduzione delle temperature fino ad un minimo di 19 gradi in edifici pubblici, privati ed esercizi commerciali. Fermare i sussidi all'autotrasporto per migliorare il TPL. Vietare l'uso di combustibili fossili, con esclusione del metano, nel riscaldamento degli edifici a partire dalla prossima stagione di riscaldamento. Infine servono nuovi controlli sulle emissioni reali delle auto.