Scissione PD, chi esce e chi resta

Durante la Direzione del Partito Democratico conferma le intenzioni annunciate alla vigilia e lancia la sfida a Matteo Renzi. Avremo un partito personale dell'ex Presidente del Consiglio che si opporrà a quello altrettanto personale di Grillo e Casaleggio e a una destra litigiosa e frazionatissima (almeno quanto la sinistra vera)? Tuttavia è bene essere chiari: non possiamo bloccare ancora la discussione del partito e soprattutto del paese. "E' tempo di rimettersi in cammino".

IL PD LACERATO per il rischio scissione provoca non poca apprensione in Valdera, la "casa" di Enrico Rossi che ieri ha fatto muro dentro il PD.

Gli ultimi appelli all'unità sono caduti nel vuoto, compreso l'accorato appello di Romano Prodi: "La scissione è un suicidio, non posso rassegnarmi", ha detto il 'padre' dell'Ulivo.

Domenica scorsa si è riunita l'assemblea nazionale del Pd, ovvero l'organo principale interno al partito.

Nei giorni che hanno preceduto l'Assemblea, sembrava che la minoranza fosse riuscita a compattarsi intorno a una linea comune, ma il dibattito e gli avvenimenti successivi hanno mostrato che così non è e che, anzi, mai come ora è necessario parlare di "minoranze".

Roberto Speranza ha parlato della scelta di Emiliano di restare nel Partito Democratico dichiarando che ne "prenderanno atto". "Noi andiamo avanti sulla strada della costruzione di un nuovo soggetto politico del centrosinistra che miri a correggere quelle politiche che hanno allontanato dal nostro campo molti lavoratori, giovani e insegnanti". Anche per Rossi "bisogna costruire una forza politica nuova, più forte, più robusta dal punto di vista programmatico ed ideologico". A svolgere un ruolo fondamentale saranno anche coloro che hanno più legami con la Cgil, vale a dire l'ex ministro del Lavoro Cesare Damiano e il viceministro allo Sviluppo Economico, Teresa Bellanova, cui spetta l'onere di salvare i voti dei sindacati, evitando che il fronte scissionista rubi consensi preziosissimi, non solo in parlamento, ma anche nei vari circoli territoriali. Nel mentre, il governatore della Puglia incalza: "Mi candido nonostante il tentativo del segretario uscente di vincere il congresso a ogni costo e con ogni mezzo, approfittando di aver gestito tutto il potere economico, politico e mediatico". I rumors lo danno vicino al passo, ma Orlando, che oggi ha lanciato il suo blog "Lo Stato presente", ancora non ha sciolto le riserve.