Scarcerato De Cristofaro, il killer del catamarano che uccise Annarita Curina

Scarcerato De Cristofaro, il killer del catamarano che uccise Annarita Curina

Lì doveva scontare solo la condanna per aver falsificato il passaporto, ma poi sarebbe dovuto essere estradato in italia.

Filippo De Cristofaro, il killer del catamarano, è sparito ancora. Scarcerato per decorrenza dei termini di custodia cautelare in carcere in Portogallo. Fu condannato all'ergastolo per l'omicidio della skipper Annarita Curina, che uccise il 10 giugno 1998 a colpi di machete perché voleva rubarle il catamarano per raggiungere la Polinesia.

FILIPPO DE CRISTOFARO, KILLER DEL CATAMARANO: IL COMMENTO DEL QUESTORE DI ANCONA (ULTIME NOTIZIE OGGI, 21 FEBBRAIO 2017) - Anche il questore di Ancona è intervenuto sul caso della liberazione di Filippo De Cristofaro, il "killer del catamarano". La prima, nel 2007 dal carcare di Opera, ma era stato arrestato un mese dopo ad Utrecht (Olanda), la seconda mentre era in permesso dal penitenziario di Porto Azzurro all'Isola d'Elba.

Dall'ultima evasione da Porto Azzurro sull'uomo pendeva un Mandato di arresto europeo (Mae) emesso il 9 novembre del 2015 dalla Procura di Milano, competente sulla vicenda perché l'ultima sentenza passata in giudicato era quella a 9 mesi di reclusione per l'evasione da Opera. Di Cristofaro e la Beyer aveva affittato il catamarano della skipper, ma il loro piano era quello di rubarlo e fuggire in Polinesia. Secondo la ricostruzione, Diana pugnalò, spinta dall'amante, Annarita mentre riposava sottocoperta.

Possesso di documenti falsi è il reato per il quale la magistratura di Lisbona ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare che ha tenuto in cella Pippo De Cristofaro. Poi legarono il corpo all'ancora, dove fu trovato da alcuni pescatori impigliato nelle reti. Gli assassini furono trovati in Tunisia mentre cercavano di fuggire. Un'incomprensione con le autorità italiane? "Con tutta la fatica che abbiamo fatto per prenderlo, ora chi lo dice ai familiari della vittima?". Processata dal tribunale dei minori, il 17 dicembre 1988, Diana Beyer è stata condannata a sei anni e sei mesi; scontò 15 mesi di carcere, poi un periodo di affidamento in comunità, fino al rimpatrio, sotto la tutela dei Servizi sociali, nel suo Paese, dove adesso si è rifatta una vita ed è madre di tre figli.