Mario Calabresi risponde a M5S: "Rappresentano il potere, devono rispettare i giornalisti"

"Dalla questione legata a Roma abbiamo imparato che la squadra di governo deve essere pronta prima delle elezioni - ha aggiunto il vicepresidente della Camera -". Di Maio proclama (e Il Fatto Quotidiano gli fa da megafono e tamburo incitando al pubblico ludibrio e alla pubblica penitenza i giornali bugiardi e mentitori) che sms integrale scaccia e smentisce ogni artefatta e capziosa lettura da sms tagliato. Ai giornalisti sms Di Maio a Raggi a proposito di Marra arriva già tagliato. La domanda quindi che viene spontaneo chiedersi è perché, nel caso, il vice presidente della Camera ha mentito?

Una sorta di tour dell'Italia per raccontare "i risultati del Movimento 5 stelle". Ma certo non lo appoggia e non incoraggia Raggi a tenerselo.

In serata è il procuratore Giuseppe Pignatone a intervenire per sottolineare come "in risposta ad una richiesta in data 5 agosto 2016, è stato comunicato in data 12 agosto 2016 che nei confronti di Marra non vi erano iscrizioni suscettibili di comunicazioni".

Una cosa va detta: niente di rilevanza penale finora è uscito fuori. Non il ridimensionamento auspicato dagli ortodossi M5S, ma da qui ad accusare Di Maio di essere il "garante" di Marra ce ne corre.

Di Maio sceglie invece di "non rispondere alle accuse" lanciate oggi a mezzo stampa dall'ex assessore Paola Muraro ma sottolinea: "questa città stiamo cercando di rimetterla in piedi, ma fatecelo fare". L'incontro, come sai, andò molto bene, tanto che lui mi disse di farmi dare da te i suoi numeri personali. "A rincarare la dose ci pensa anche Alessia Morani, vice capogruppo della Sinistra Dem alla Camera, che con un Tweet attacca: "#Dimaio garantiva a #Raggi il suo sostegno.

Oggi però Repubblica e Corriere della Sera hanno pubblicato il testo di uno SMS inviato da Di Maio alla sindaca Raggi e da quest'ultima inoltrato a Marra nel quale Di Maio non sembra affatto avere l'intenzione di cacciare Marra: "Quanto alle ragioni di Marra... lui non si senta umiliato". Cosa poi non avvenuta in quanto probabilmente gli erano state fatte adeguate rassicurazioni.

La tesi difensiva quindi è che Di Maio ha continuato a chiedere le dimissioni di Marra ma al tempo stesso il deputato Cinque Stelle spiega che in quel famoso incontro lui ha semplicemente ascoltato le ragioni dell'ex capo di gabinetto della sindaca.

"E Di Maio scrisse alla sindaca: Marra è un servitore dello Stato". Sui miei (intendendo chiaramente i suoi collaboratori, ndr) il MoVimento fa accertamenti ogni mese. "L'importante è non trovare nulla", scrive il deputato nello stralcio di sms girato da Raggi al dipendente comunale. Cosa che per correttezza non ho mai fatto. Di particolare interesse per i difensori d'ufficio di Di Maio è quella definizione di Di Maio su Marra ("è un servitore dello Stato"). Caso Marra: "Avevamo diffidenze e per questo avevamo chiesto la rimozione".

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Detto questo, il problema comunque rimane. Andare in TV e mentire su un argomento così spinoso non è sicuramente cosa da poco. "Di contraddizione in contraddizione, di bugia in bugia è sempre più evidente il tentativo di Di Maio di nascondere il ruolo fondamentale che ha avuto nelle oscure trame capitoline, fin dalle prime mosse", ha ad esempio affermato l'esponente Pd Matteo Ricci.