Evadono dal carcere segando le sbarre e calandosi con le lenzuola

Vengono in mente le evasioni da film dalle celle degli uffici dello sceriffo nei western di una volta. Le note di ricerca sono state diramate alle forze dell'ordine su tutto il territorio nazionale, con particolare attenzione a stazioni di treni e bus, ma anche alle autostrade.

Ora gli uomini della polizia penitenziaria e i carabinieri, coordinati dalla pm Christine Von Borries, stanno eseguendo accertamenti per verificare l'eventuale presenza di fiancheggiatori. Perquisizioni dei carabinieri sono state effettuate in tutti i possibili covi. Le ricerche sono scattate subito: polizia e carabinieri, insieme alla polizia penitenziaria, hanno attivato anche alcuni posti di blocco. "Il problema è che siamo usciti da un dichiarato stato di emergenza senza che il governo abbia sentito il bisogno di adottare misure straordinarie; gli organici sono ridotti a circa 38.000 unità (45.000 circa quelle previste); nelle carceri sono stati ridotti di ulteriori 500 unità da destinare all'esecuzione penale esterna pur senza avere un quadro normativo che consenta ai baschi azzurri il controllo delle misure alternative alla detenzione". L'evasione sarebbe avvenuta intorno alle 19: i reclusi hanno praticato un buco nella cella della prima sezione calandosi poi con un lenzuolo nel cortile dell'ora d'aria e da qui avrebbero scavalcato il muro di cinta. I tre, Ciocan Danut Costel, Bordeiano Costel e Doncin Constantin Catalin, sono componenti di un'organizzazione specializzata in furti e 'spaccate' in Toscana. Le operazioni di identificazione dei tre romeni sono state rese più difficoltose dagli altri detenuti: la polizia penitenziaria è stata costretta a fare l'appello per capire chi fossero gli evasi. La banda, 25 persone tutte romene, era nota per azioni fulminee, in media un minuto e mezzo a colpo, e per fare razzia preferibilmente di gioielli, cellulari, tablet e auto di grossa cilindrata. Confermata appare poi la ricostruzione di come sia avvenuta la fuga. Il 95% dei detenuti vive fuori dalle celle tra le 8 e le 10 ore al giorno, senza svolgere alcuna attività lavorativa, gli eventi critici sono aumentati da quando sono state istituite la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario aperto.