Bersani contro Renzi, è il Pd o il partito di Renzi? COMMENTA

Bersani contro Renzi, è il Pd o il partito di Renzi? COMMENTA

Basta col dividerci sui nomi: iniziamo a dire 'per' che cosa, guardiamo avanti.

Si arricchisce rispetto allo squallore di un confronto quotidiano che manca di respiro universale; si complica perché alimenta una domanda di una risorsa di etica civile, oltre che di sapere scientifico, materie che non abbondano nella pratica quotidiana della politica. "Temo di sì". "Sono qui per ascoltare Padoan", si è invece limitato a dire il governatore della Puglia e sfidante di Renzi al congresso Michele Emiliano. Vediamo cosa si deciderà in quella sede.

"Alle terze vie ci credo poco, non credo esistano terze vie per un partito".

Ma Renzi, pur molto tentato, questa strada non l'ha potuta e voluta percorrere. "Facciamolo alla luce del sole".

Il problema, ha spiegato l'ex segretario, "non è il calendario, ma se usando il calendario chiudiamo ogni discussione vera. C'è un pezzo del nostro mondo che non ci sta più". "Non ci sto pensando, sto pensando a come aiutare a superare questa situazione". La sfida è lanciata: Renzi annuncia che nei prossimi mesi si "divertirà ad andare in giro per imparare" e chiede ai tg di "scomparire dai pastoni".

Renzi, del resto, deve la sua fortuna anche al coraggio che lo portò a sfidare i maggiorenti e i patti di sindacato interni al partito.

La sinistra "viene da una storia di scissioni e nessuna ha portato bene". "La scissione è già avvenuta - dice parlando alla Camera con i Cronisti - il problema è vedere se e come recuperiamo con un popolo".

Ma la partita non s'è giocata fino in fondo e la sensazione è che, sul punto, molti abbiano tenuto le carte coperte. Ma si può rimediare.

Il giorno dopo la direzione dem di ieri c'e' grande agitazione nel Pd. "Io credo - ha proseguito - che non ci sia niente di male nel fare un congresso". Non ero d'accordo con quella di Berlinguer, e neanche con quella di Blair. Io sto facendo questo: "evitare ulteriori fratture, lacerazioni, scissioni", perchè il "Pd è la scelta più importante che siamo stati capaci di fare negli ultimi vent'anni: "senza il Pd la sinistra sarebbe stata travolta". Lo hai capito o no?

Il gruppo di Orlando e Franceschini. A tutti dice di voler tirare dritto statuto alla mano. "Quella di candidarmi alla segreteria è una cosa che sento di fare, necessaria", dice. Tra le antecedenti minacce, celate o meno di scissione, piuttosto che la richiesta, talvolta disperata, di un'analisi delle politiche governative che non hanno funzionato, delle elezioni amministrative perse e infine di quel tragico 4 dicembre, si è lasciato spazio ad un dialogo politico che chiede il rilancio del partito in un auspicato confronto in sede di Congresso. Lo ha detto a Radio Radicale l'europarlamentare del Pd Goffredo Bettini. Siamo arrivati a questo punto.

Tutto come prima dunque per Renzi? Dal giorno dopo il referendum la politica italiana ha messo le lancette indietro: e' tornata a riti che avevamo dimenticato. Ora - prosegue - ci troviamo concretamente di fronte ad una scissione che io considero una sciagura.

Bersani e i suoi invocano la discesa in campo di 'mediatori', da Dario Franceschini e Andrea Orlando, ai 'padri' del Pd Romano Prodi e Walter Veltroni.

La teoria economica dell'informazione ci insegna che la disattenzione giornalistica sulle conseguenze economiche di eventi che paiono meramente "politici" sposta i lettori verso la contro-informazione spesso online che influisce negativamente sui comportamenti di individui, famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni.