Autoriciclaggio, arrestato il titolare di Aicon nel Messinese

Autoriciclaggio, arrestato il titolare di Aicon nel Messinese

Ispezioni informatiche, accertamenti ed acquisizioni documentali hanno delineato la figura di un Dominus Siclari che, grazie alla stretta collaborazione di Pappalardo e Gitto, sarebbe riuscito a sottrarre enormi capitali a danno dei creditori delle due società fallite.

Finisce in manette l'ex patron del gruppo Aicon Pasquale Siclari, arrestato questa mattina dalle Fiamme Gialle di Milazzo nell'ambito dell'operazione "Follow the money" con l'accusa di autoriciclaggio. I finanzieri, al comando del Capitano Milazzo, hanno già sequestrato oltre 4milioni di beni considerati, secondo le accuse, una parte dei profitti ottenuti dalla bancarotta del fallimento AICON. I provvedimenti sono stati emessi in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip della Procura di Barcellona Pozzo di Gotto su richiesta del procuratore capo della procura di Barcellona Pozzo di Gotto Emanuele Crescenti e del sostituto procuratore Rita Barbieri. Nel 2007, a seguito della quotazione in borsa del titolo, la società di Giammoro aveva ricavato un provento di oltre 120 milioni di euro. Arrestati anche due stretti collaboratori di Siclari. E' stato anche appurato il coinvolgimento di altre società riconducibili a Siclari in Lussemburgo, Inghilterra e Portogallo.

Sotto la lente d'ingrandimento dei magistrati della Procura di Barcellona Pozzo di Gotto sono finiti anche i recenti e cospicui investimenti che il menzionato architetto Pasquale SICLARI ha effettuato per la ristrutturazione di una villa con 55 ettari di terreno, costruita negli anni '60 sui Colli San Rizzo, da adibire a struttura turistico-alberghiera, per la quale sarebbero state impiegate ingenti somme sottratte alle società fallite in modo tale da ostacolare concretamente l'identificazione della loro provenienza illecita. Per Siclari, Pappalardo e Gitto il reato contestato è di autoriciclaggio.