Trump mette al muro i messicani

Trump mette al muro i messicani

Il decreto del neopresidente assegna ora alle agenzie federali ampi poteri di disfare e deregolamentare l'Affordable Care Act con l'obiettivo di "creare un mercato di assicurazione sanitaria più libero e aperto".

Un altro ordine esecutivo firmato da Trump ha bandito ogni erogazione di fondi federali alle Ong internazionali che praticano aborti o forniscono informazioni a riguardo. Non è chiaro tuttavia chi pagherà per la costruzione della barriera, almeno non in questa fase, lasciando una delle promesse mantenuta di fatto a metà: da "sarà il Messico a pagare per il muro" a "il Messico ci rimborserà".

Il ritiro dell'America dall'accordo potrebbe far piacere ai cinesi, visto che il TPP veniva visto come un meccanismo per contenere l'economia del Dragone e la sua promettente influenza regionale. La Trans-Pacific Partnership prevedeva l'associazione di 11 paesi. Nella stessa occasione, scrive il Washington Post, Trump firmerà ordini per dare il via a un giro di vite sulle "città santuario", dove gli amministratori locali si sono rifiutati di consegnare gli immigrati irregolari per l'espulsione, oltre a una direttiva per bloccare l'arrivo di profughi non solo dalla Siria ma anche da altri Paesi a maggioranza musulmana considerati "esposti al terrorismo". Trump intende tassare con dazi le aziende che non "riportano" le produzioni entro gli Usa.

Resta da considerare in che modo la mossa di Trump - che si preannuncia la prima di una lunga serie - possa (o meno) invertire la tendenza attuale ai grandi accordi commerciali e a una sempre più sfrenata globalizzazione. Il presidente riceve venerdì la premier britannica Theresa May per rilanciare le relazioni speciali fra i due paesi atlantici potenziando i rapporti bilaterali che dovrebbero rimpiazzare quelli di macro-aree.

"Lo slogan che ha lanciato è: "produrre in Usa e assumere americano" e ha promesso inoltre di tagliare del 75% il quadro regolatorio e una riduzione delle tasse per la middle class e per le società dall'attuale 35% al 15%-25%". L'amministrazione Trump frena anche sul trasferimento dell'ambasciata in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme: il trasloco resta in agenda - punto fermo di alcuni settori del Gop, era nel programma del rivale di Trump alle primarie, Ted Cruz - ma soppeserà il momento per farlo.